Coronavirus, il lavoro delle Consulte provinciali studentesche va avanti

Coronavirus, il lavoro delle Consulte provinciali studentesche va avanti

Diregiovani ha intervistato i presidenti del Lazio
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ROMA – Per gli adolescenti di tutta Italia il tempo in quarantena sembra non finire mai. Ma c’è chi, oltre lo studio, ha deciso di impiegarlo nell’attivismo, portando avanti l’impegno all’interno delle consulte provinciali degli studenti. Diregiovani ha intervistato i presidenti delle consulte di Roma, Frosinone, Viterbo e Latina, che anche in questi giorni di crisi sanitaria stanno continuando a lavorare su progetti e iniziative dedicate ai giovani.

“Il ruolo delle consulte è molto importante in un periodo come questo in cui studenti e studentesse hanno bisogno di qualcuno che comunichi con le istituzioni e continui a svolgere il suo ruolo di rappresentanza- spiega Giovanni Sicca, studente del liceo ‘Visconti’ di Roma e presidente della consulta capitolina– Abbiamo dovuto rivisitare progetti che avevamo avviato prima dell’emergenza sanitaria, ma li porteremo avanti comunque”.

Tra questi, oltre a una manifestazione indetta per il 21 marzo e trasformata in un concorso sulla lotta alle mafie, le consulte del Lazio hanno lanciato il progetto ‘Berlinguer’, per premiare le scuole più interessate al tema della rappresentanza studentesca e dei diritti degli studenti. Anche per quanto riguarda la didattica a distanza, le consulte hanno monitorato pregi e difetti del nuovo strumento attraverso un form da cui hanno redatto poi un documento, presentato al coordinamento nazionale delle consulte e poi inviato direttamente alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

“Siamo abbastanza soddisfatti del decreto scuola perché ci rendiamo conto che si tratta di una situazione molto complicata- commenta Camilla Volante, presidente della consulta di Frosinone– Su alcune cose, ovviamente ci sono stati dei problemi, soprattutto per quanto riguarda la mancanza di strumenti per la didattica a distanza, ma vediamo che da parte del ministero l’intenzione di tutelare il diritto allo studio c’è”.

Per i rappresentanti delle consulte la didattica a distanza ha svelato le asimmetrie della scuola italiana, ma allo stesso tempo ha aperto anche la strada a nuove tecnologie, ora a disposizione anche per la rappresentanza studentesca.

“Continuiamo i nostri incontri online, anzi ne facciamo anche più del solito- aggiunge Michelangelo De Nardis, presidente della consulta di Latina- abbiamo tanti progetti in mente che stiamo cercando di organizzare per quando la scuola riaprirà, ma non vogliamo accumulare proposte che poi non possono essere realizzate. Cerchiamo di essere realisti”.

Gli studenti, quindi, continuano a confrontarsi e dialogare tra loro, e in questo momento così particolare c’è anche chi si è avvicinato di più alla politica, per cercare di capire cosa sta accadendo.

“L’interesse per l’attualità ora è maggiore- conferma Bianca Piergentili, 16 anni, presidente della consulta di Viterbo– se si parla di un decreto gli studenti ora vogliono capire cosa dice e, in generale, vogliono sapere come sta andando il mondo”.

Anche per Giovanni, in questa fase gli studenti si sentono più protagonisti e iniziano a seguire conferenze stampa istituzionali o a partecipare più attivamente alle assemblee scolastiche, che continuano a tenersi online. Ma le note stonate ci sono, e riguardano principalmente il ritardo della scuola italiana rispetto al tema della digitalizzazione, che ha mostrato un Paese diviso non solo tra nord e sud ma anche all’interno della stessa città o della stessa classe.

“In molti casi non c’è stata un’azione congiunta da parte delle scuole, e poteva capire che alcune classi facessero didattica a distanza ed altre no”, denuncia Michelangelo.

Ma, dopo i primi tempi, adesso anche la Dad sembra essersi uniformata. E tra i tanti aspetti problematici, ha lasciato anche un’opportunità a ragazzi e ragazze: quella di dedicare il tempo restante a letture, videochiamate con amici lontani e a una più attiva partecipazione studentesca.

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