VIDEO | Roma, preside liceo Mamiani: "Rischiamo Italia a due velocità"

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Tiziana Sallusti sulla riapertura: "Sfrutteremo tutta la giornata"
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ROMA –  Il ministero dell’Istruzione si prepara a dettare le linee guida per l’anno scolastico 2020/21, sviluppate da un comitato di 18 esperti che sta studiando come far ripartire la scuola. Intanto, il lavoro quotidiano di docenti, studenti e dirigenti va avanti tra incertezze e dubbi sul futuro.

“Come tutti quelli che lavorano nel mondo della scuola, siamo molto preoccupati sul prossimo anno, ma al tempo stesso siamo impegnati sul presente per chiudere questa fase- ha commentato a diregiovani.it Tiziana Sallusti, dirigente del liceo classico ‘Mamiani’ di Roma– Il rischio è quello di ritrovarci con un’Italia che viaggia a due velocità dal punto di vista tecnologico e logistico. E questo è un rischio che non dobbiamo correre, perché l’Italia è una e dobbiamo procedere tutti insieme. Non ci devono essere scuole di serie A e scuole di serie B”.

Le scuole italiane sono quindi in attesa di indicazioni da parte del ministero e della commissione di esperti, ma intanto dirigenti e professori immaginano già gli scenari futuri.

“Credo che lavoreremo metà in presenza e metà a distanza, in maniera alternata- spiega la dirigente- Ovviamente questo vuol dire disporre di tutta la giornata e di tutto l’istituto: dovremmo utilizzare tutti gli spazi possibili come aule”.

Intanto però, prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, l’incognita ancora da sciogliere è la maturità. Di certo non ci saranno più le due prove scritte, ma un unico esame orale in cui i ragazzi dovranno rispondere a una commissione composta da 6 docenti interni e un presidente esterno. Non ci sono ancora indicazioni, invece, sulle modalità di svolgimento delle prove e sul peso che avrà il colloquio ai fini del voto finale.

“Mi auguro che le scuole possano vedere effettuarsi la maturità, per i ragazzi sarebbe importante, anche se la cosa più importante resta la salute- ha aggiunto Tiziana Sallusti– è il momento finale di un percorso di 5 anni, e tutti i ragazzi vorrebbero affrontarlo guardando i propri docenti. Non sappiamo cosa accadrà con il punteggio, ma sono ottimista e sono certa che i docenti sapranno tirare fuori il meglio dai loro ragazzi. Valorizzeremo tutto il percorso che hanno fatto e anche le nuove competenze acquisite in questi mesi. I ragazzi si stanno impegnando molto”. 

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