Comitato scuola, Domenico Di Fatta: “Sicurezza stella polare”

Intervista al dirigente palermitano nominato tra gli esperti della ministra Azzolina

ROMA – Domenico Di Fatta, attualmente dirigente del liceo ‘Regina Margherita’ di Palermo e già preside nel capoluogo siciliano della scuola ‘Falcone’ nel quartiere Zen e dell’istituto superiore ‘Dolci’ a Brancaccio, è appena stato nominato tra i 18 esperti che il ministero dell’Istruzione ha chiamato all’interno del comitato scuola. Il gruppo, che lavorerà a titolo gratuito, avrà tempo fino al 31 luglio per formulare e presentare idee e proposte per la scuola con riferimento all’emergenza sanitaria in atto, ma anche guardando al miglioramento del sistema di istruzione nazionale.

– Dirigente Di Fatta, quale potrebbe essere il suo contributo specifico al lavoro del comitato?

“Attingendo alla mia esperienza di dirigente in territori a rischio, la mia attenzione é rivolta agli alunni che hanno meno possibilità rispetto agli altri, sia per il contesto socio-economico sia, com’è il caso del ‘Regina Margherita’, per la particolarità dell’indirizzo. L’istituto che dirigo, infatti, ha tra i vari indirizzi liceali anche il musicale e il coreutico, indirizzi che richiedono la presenza; la sala danza è solo a scuola, se gli studenti del coreutico non possono danzare viene meno proprio la ragion d’essere dell’indirizzo. I ragazzi si stanno attrezzando in video-lezione per imparare il passo o il balletto, poi si riprendono e lo inviano ai docenti, ma non è la stessa cosa, e soprattutto non si può fare il balletto insieme, che è molto importante. Loro sono studenti che avrebbero necessità di rientrare il prima possibile, tuttavia dobbiamo attendere il via libera degli scienziati”.

– Qual è il suo punto di vista sul rientro a scuola?

“Proviamo a sognare il rientro ideale, citando Danilo Dolci, che sarebbe poter rientrare tutti insieme dopo aver sconfitto il virus col vaccino; purtroppo però mi sembra difficile nell’immediato. Delle tante ipotesi al vaglio (didattica mista, doppi turni, prosecuzione della didattica a distanza, ndr) bisognerà valutare pro e contro, il comitato serve proprio a questo. Personalmente però scarterei l’opzione dei doppi turni. È una situazione che ho vissuto direttamente per un intero anno al ‘Danilo Dolci’ di Brancaccio, i miei studenti pendolari del turno pomeridiano avevano grossi problemi di spostamento a causa degli orari e della disponibilità di mezzi di trasporto. La visione di scuola nel comitato è comune, e su questo non ci sono differenze, ma i bisogni sono diversi, pensiamo all’edilizia scolastica; è qui, nella realtà concreta, che le differenze stanno emergendo”.

– Anche lei come altri colleghi presidi sostiene l’idea di un orale di maturità in presenza?

“Se gli esperti sanitari ci rassicurano sulla fattibilità, noi siamo pronti. Io personalmente lo preferirei a un esame a distanza ma la priorità non può che essere la sicurezza di tutti, che in questo momento è la mia stella polare”.

– E a proposito di priorità, secondo lei quale dovrebbe essere quella del comitato?

“Se di una sola prioritaàsi può parlare, credo debba essere garantire la sicurezza per un rientro in presenza”.

2020-04-23T10:16:48+02:00