Scuola, preside istituto Salvemini: "Per rientro affidiamoci alla scienza"

Scuola, preside istituto Salvemini: “Per rientro affidiamoci alla scienza”

Didattica mista e orale in presenza scenari auspicabili
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ROMA – “Elucubrazioni, petizioni, emozioni sul ritorno a scuola e le sue modalità dovrebbero essere successive a una posizione chiara e documentata della ricerca scientifica. Quando le indicazioni che ci verranno date dai gruppi di lavoro appositamente costituiti saranno state sufficientemente chiare, allora ci muoveremo. Dobbiamo avere prospettiva e azzerare le farneticazioni”.

È cauta e lucida la posizione del dirigente dell’istituto tecnico ‘Salvemini’ di Casalecchio di Reno (Bologna) Carlo Braga, che comunque ha ben chiaro come la sua scuola potrà e non potrà rispondere a settembre, qualora si dovesse ripartire con la necessita’ di mantenere le distanze di sicurezza:

“I doppi turni fisici da noi sono impensabili. Raccogliamo 1500 studenti provenienti da 33 comuni di cui molti della montagna per cui mancano i mezzi di trasporto. Abbiamo anche molti studenti disabili e loro beneficiano di trasporti comunali che sarebbe complicatissimo adeguare ai doppi turni. Rischieremmo di perdere studenti. Perciò mi sentirei di escludere a priori questa ipotesi, almeno nella nostra realtà”.

Secondo Braga sarà necessario ragionare per singole istituzioni scolastiche:

“Noi siamo in grado di organizzare lezioni sincrone, con metà classe in aula e metà a distanza, a rotazione giornaliera magari, così garantiremmo la sicurezza e l’impatto psicologico sui ragazzi sarebbe molto basso. Poi sui numeri ragioneremo in base ai decreti e alle indicazioni dei nostri responsabili sicurezza, però, se dovessero darci indicazioni prescrittive sulla distanza, questa è un’ipotesi percorribile con la strumentazione di cui disponiamo noi, che siamo già a un livello avanzato, con banda larga, computer e LIM in tutte le aule. Ci mancano solo videocamere per registrare le lezioni. Ecco, semmai, si può sviluppare un progetto di potenziamento tecnologico, ma dipende da che punto parte ogni scuola”.

Di certo gli studenti del ‘Salvemini’ sono desiderosi di tornare a scuola, come dimostra la gif divertente pubblicata sulla pagina Facebook dell’istituto che li ritrae in piedi dietro ai banchi, rigorosamente a distanza di sicurezza, ma all’aperto:

“I nostri studenti sono molto attivi in tutti sensi. Scalpitano per tornare, soffrono per l’ipotesi di un esame di stato a distanza, vivono, e anche giustamente direi, la perdita della scuola. Tuttavia bisogna essere consapevoli che è una rinuncia necessaria per il bene di tutti”.

E a proposito di orale di maturità in presenza, Braga riconosce:

“Partiamo dal presupposto che a nessuno di noi piace l’idea di un esame di fronte a un monitor, però bisogna fare i conti con i parametri di sicurezza”.

Per dare più ufficialità al momento, dice, si potrebbe forse ipotizzare una via di mezzo per la quale l’alunno si collega da scuola, perché

“anche se non ha di fronte in presenza la commissione, ha un respiro migliore di stare a casa propria”.

Sarebbe forse anche possibile che ci siano a scuola

“gli spazi per mettere dieci persone nella stessa aula e fare così un orale interamente in presenza, ad ogni modo decidiamo affidandoci con serenità alla scienza”.

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