La Torre Civica di Amatrice: simbolo di resilienza

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A metà di Corso Umberto I si erge come simbolo di Amatrice la Torre Civica. Si dice sia il monumento più antico della città, risale del resto al 1200. Da sempre ha costituito, per la sua alta mole e la sua posizione centrale, il punto di riferimento e di raccolta della cittadinanza e ha rappresentato il Comune, o meglio l’Universitas di Amatrice.

Costruita in pietra arenaria e realizzata a pianta rettangolare la torre è alta circa 25 metri. Caratteristica è la sua campana del 1494, “Lu campanone” come è setta da sempre per le sue considerevoli dimensioni e per l’enorme peso, che per secoli ha scandito l’ora e ha unito col suo suono l’intera vallata amatriciana finché nel 1985, a distanza di quasi 500 anni dalla sua costruzione, si lesionò in modo così grave da dover essere sostituita.

Oggi, è impressionante la vista dell’orologio, affisso su una facciata, rimasto fermo, a seguito del terremoto, alle fatidiche ore 3:36 e che ha reso la torre tristemente famosa nel mondo. Ma il fatto che questo monumento abbia resistito, unico superstite su tutto il Corso, viene visto dagli amatriciani come segno di buon auspicio e di futura rinascita della città. Subito dopo il sisma, la torre è stata messa in sicurezza da un’impalcatura in metallo e legno, e sono state avviate azioni di recupero a cura del Mibact in collaborazione con la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco, così come è stato fatto, insieme alla Diocesi di Rieti, per tutte le chiese del territorio.

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