Dad, l'esperto: "Tutoraggio personalizzato per studenti svantaggiati"

Dad, l’esperto: “Tutoraggio personalizzato per studenti svantaggiati”

Intervista allo psicologo Gennaro Iasevoli
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ROMA – “Se con l’utilizzo di piattaforme e dell’interazione digitale si può insegnare anche a distanza, altra cosa è la relazione educativa tra docente e discente. Fare crescere un alunno dal punto di vista etico, caratteriologico, psicologico, comportamentale e contribuire a svilupparne l’educazione è più difficile da remoto. La didattica è una tecnologia, la relazione educativa sarà sempre più limitata nell’insegnamento a distanza”.

Così lo psicologo Gennaro Iasevoli all’agenzia di stampa Dire, sui vantaggi e gli svantaggi della didattica a distanza, durante l’emergenza coronavirus. Iasevoli, iscritto nel registro digitale di esperti scientifici indipendenti per la valutazione scientifica della ricerca italiana del MI (Reprice) e con una lunga esperienza alle spalle come docente scolastico, universitario e di preside negli istituti superiori di diverse città italiane, sottolinea quanto sia arduo il compito dei docenti, anche in tempi di Coronavirus:

“Il docente ha il compito di curriculare i contenuti del programma scolastico. L’insegnamento è suddiviso in tante unità di apprendimento, ordinate in una sequenza logica, possibilmente piacevole, per costruire poco per volta la preparazione dell’alunno. Gli insegnanti devono mettersi nei panni degli allievi senza affaticarli con un treno di contenuti, tenendo presente i tempi di apprendimento correlati a quelli dell’anno scolastico e caratterizzati da pause di apprendimento, in cui inserire le verifiche di valutazione”.

Secondo lo psicologo partenopeo, per comprendere la problematica che oggi si pone per l’istruzione con la didattica a distanza, occorre individuare e distinguere le principali variabili: il grado scolastico, la disciplina da insegnare, la capacità intellettiva ed il substrato culturale del singolo studente:

“La didattica a distanza- dice- agevola maggiormente gli studenti liceali, mentre diventa impraticabile per i piccini, in età prescolare, ed è maggiormente efficace per le discipline umanistiche. Nell’apprendimento a distanza, sono favoriti gli studenti che possiedono buone capacità di pensiero logico-operazionale astratto e quelli che possiedono prerequisiti per accedere alle metodologie informatiche. I bambini delle elementari, sono i più disorientati di fronte alla nuova realtà che stiamo affrontando, anche se sono i più aperti ad apprendere, sono più curiosi”.

“Secondo me occorre una reinventata forma di tutoraggio fruibile da parte degli studenti, via telefono, per far risolvere, con i docenti, le difficoltà incontrate via via. Posso ipotizzare un tutoraggio generico anche presso uffici d’informazione decentrati, posizionati strategicamente sul territorio, magari corrispondenti alla scuola più vicina allo studente che faccia da riferimento prossemico in caso di difficoltà”.

“A quanti vedono nell’insegnamento a distanza un elemento di continuità tra i tempi scuola ordinari- conclude Iasevoli- mi sembra che sia un discorso fattibile, ma tenendo presente che gli studenti più svantaggiati psicologicamente rimangono fortemente penalizzati se non accompagnati da un effettivo tutoraggio personalizzato”.

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