Roma, preside Ic Regina Elena: “Settembre un’incognita, bisogna organizzarsi”

Intervista alla dirigente scolastica Rossella Sonnino

ROMA – “Settembre è la nostra grande incognita. Noi abbiamo due realtà diverse: la primaria che ha delle aule molto grandi per cui tutto sommato potremmo utilizzare i laboratori come ‘estensioni’ degli spazi turnando i ragazzi in gruppi. Mentre alla secondaria di I grado questo non è possibile perché le aule sono troppo piccole, per cui se dobbiamo dividere i gruppi diventa estremamente complicato. Sicuramente avremo bisogno di più docenti, un gruppo per la didattica a distanza e uno per quella in presenza per poi alternarsi. Perché non è possibile che un solo docente possa seguire contemporaneamente i ragazzi in classe e quelli a casa, perché metodiche e procedure sono differenti”.

Così Rossella Sonnino, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo ‘Regina Elena’ di Roma In questi mesi però la scuola ha saputo far fronte a tutte le difficoltà sperimentando e migliorando la didattica a distanza

“sicuramente oggi docenti, genitori e alunni hanno un’idea migliore di che cosa significa svolgere la didattica a distanza- ha continuato la preside- C’é stato un primo impatto che abbiamo definito sperimentale in cui abbiamo dato delle indicazioni generali, successivamente, dopo le vacanze pasquali, siamo passati a una definizione molto più chiara sulla base delle esperienze maturate e delle esigenze emerse. Abbiamo deciso un orario di comune accordo che non fosse troppo impegnativo per i ragazzi perché la didattica a distanza non può essere il mero trasferimento di ciò che avviene in presenza in termini sia di approcci che di orario”.

Settimanalmente, nella primaria e nella secondaria di primo grado

“tutti hanno 15 ore di live su Zoom- ha sottolineato la dirigente- e sono impegnati in attività dirette con le docenti, le altre ore di lezioni vengono svolte su WeSchool. Qui vengono inviati materiali didattici, compiti e tutto ciò che può essere lasciato al lavoro individuale e personale degli studenti. Su questa piattaforma svolgiamo anche molte attività di recupero attraverso piccoli gruppi perché vogliamo essere accanto ai ragazzi Bes (bisogni educativi speciali) e Dsa (disturbi specifici dell’apprendimento). Per rendere il tutto maggiormente fruibile- ha concluso– abbiamo fatto in modo che ci fosse un patto di collaborazione scuola-famiglia perché il docente può essere accattivante, motivare l’alunno e offrirgli contenuti molto interessanti, ma dall’altra parte, soprattutto con i più piccoli, è giusto che ci siano i genitori con le regole perché è come venire a scuola anche se si sta a casa”.

2020-05-05T17:40:48+02:00