RECENSIONE| This is not cricket non è un film sull'integrazione: è molto di più

RECENSIONE| This is not cricket non è un film sull’integrazione: è molto di più

Disponibile dal 7 maggio sulla piattaforma di streaming di ZaLab
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ROMA – Oggi debutta ‘This is not cricket’ e non dovete assolutamente perdervelo. Presentato alla 17esima edizione di Alice nella Città come evento speciale di Panorama Italia, dal 7 maggio il documentario di Jacopo de Bertoldi è disponibile su ZaLab (https://partecipa.zalab.org/), la piattaforma di streaming dedicata al cinema del reale.  

Abbiamo dovuto ripensare l’uscita di ‘This is not cricket’ alla luce della persistente situazione d’emergenza legata al Covid-19 e per questo grazie a ZaLab, con la Mir Cinematografica di Francesco Virga, abbiamo optato per un’uscita in VOD aderendo alla campagna #iorestoacasa che sta coinvolgendo tutto il mondo della cultura, ha dichiarato de Bertoldi.  

Il cricket è il gioco regolamentato più antico della storia e nei paesi del subcontinente asiatico è lo sport più diffuso. Ed è proprio attraverso questa pratica sportiva che de Bertoldi ci racconta una straordinaria amicizia, quella tra Fernando, un giovane cresciuto dalla zia, una colf nostalgica del Movimento Sociale di Almirante, e Shince, autentico romano di origine indiana. Sullo sfondo una suggestiva e poetica Roma che però fa fatica ad esaudire i sogni dei due protagonisti. 

Il documentario si apre con Fernando, anche voce narrante della storia, che ci racconta (in parole semplici) le regole del cricket: “il battitore colpisce la palla, lascia la propria casa per raggiungerne un’altra e in questo scambio di casa si fanno i punti. Questa corsa tra una casa e l’altra è pericolosa perché il giocatore può essere eliminato“. Una regola di gioco che, però, può essere letta anche come metafora dell’immigrato che lascia il suo Paese per un altro: se si integra e trova un lavoro onesto vince, in caso contrario perde. Il racconto, infatti, prende vita sul campo da gioco, quello del Piazza Vittorio Cricket Club: una squadra multietnica in cui i giocatori hanno tutti la parlantina e la veracità di un romano. Insomma, un team che non conosce differenza tra italiano e straniero (un’immagine bellissima, che strappa un sorriso, in cui la morale e la politica restano fuori). Il club, però, rischia di chiudere e Fernando e Shince hanno in mente solo una cosa: lottare per la sopravvivenza del Piazza Vittorio Cricket Club.

Il documentario mette a fuoco il graduale passaggio di Fernando e Shince dall’adolescenza all’età adulta con la macchina da presa che li segue (sensibile e mai invasiva per lasciare lo spazio che i protagonisti meritano) da quando erano bambini, riprendendo i primi lanci nelle aiuole di quartiere, poi i tornei internazionali giovanili, fino al disfacimento della squadra e alla loro epopea per ricostruire il Piazza Vittorio Cricket Club. 

‘This is not cricket’, però, va oltre l’integrazione e il cricket, che ha permesso ai due giovani di diventare inseparabili amici. Oltre il campo c’è molto di più: ci sono risate e depressioni, ci sono sbronze e bruschi risvegli, c’è la voglia di riassaporare le proprie origini, ci sono i conflitti familiari, c’è la sensazione di fallimento, ci sono le scelte difficili da prendere, c’è l’esigenza di trovare la propria strada. A non esserci sono gli appigli per la realizzazione dei sogni di Fernando e Shince. In una Roma che sembra rifiutarli, c’è quel forte legame tra di loro a sostenerli che non potrebbe spezzare nemmeno la lontananza. 

Questa pellicola è un bellissimo ritratto dolceamaro dell’adolescenza in cui i protagonisti si sono ben destreggiati davanti alla macchina da presa e in cui ‘esplode’ un irresistibile senso di umanità. Emozionante, intimo e reale, a ‘This is no cricket’ non serve la morale, la politica e la retorica per enfatizzare l’essenza del film e le emozioni che suscita già da sé questa storia. Questo è un esempio del cinema del reale di cui abbiamo bisogno. Bravi tutti! 

Shince e Fernando, i protagonisti del mio documentario, con quella leggerezza che caratterizza la forza di un’amicizia che solo gli adolescenti sanno avere, sono la proiezione di un futuro possibile, quello di un’Europa aperta, e in continua evoluzione, ha commentato de Bertoldi. “Ho cercato in loro, nella loro forza di resistenza, questa aspirazione alla libertà dai pregiudizi e dalle frontiere di ogni genere. Stiamo vivendo – ha continuato il regista – un tempo molto difficile e i valori che incarnano i due protagonisti, quelli dell’amicizia e della solidarietà, dovrebbero essere alimentati o reinventati all’interno delle nostre comunità”.

UNA CLIP ESCLUSIVA DAL FILM

‘This is not cricket’ è una produzione MIR Cinematografica con Rai Cinema con la partecipazione di Cinétévé con France Televisions con il supporto di CNC – Centre National du Cinéma et de l’image Animée, sviluppo sostenuto da Eurodoc Media – Creative Europe, prodotto da Francesco Virga. Distribuzione video on demand ZaLab.

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