Coronavirus, studentessa: "Il primo abbraccio sarà il più bello"

Coronavirus, studentessa: “Il primo abbraccio sarà il più bello”

Le riflessioni di una ragazza di terza media
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ROMA – “La normalità è lontana e probabilmente ci sarà un nuovo concetto di cosa sia normale, forse la nostra consuetudine non sarà più darsi un bacio e un abbraccio per salutarsi. La domanda è: noi lo accetteremo mai? Difficilmente”.

É la lucida constatazione di una giovane studentessa romana di terza media, Sofia Ramirez Arostica, che ha scritto un testo per riflettere sulle trasformazioni dei rapporti sociali indotte dalla pandemia da nuovo coronavirus.

“Durante questo periodo storico unico, vediamo nei volti dei nostri cari e degli estranei tristezza e rabbia- continua Sofia- È pur vero però che, anche se in modo diverso, il Covid 19 colpisce tutti; a partire da noi giovani, che abbiamo visto da un giorno all’altro chiudere i luoghi a noi più cari: la scuola o la palestra dove ci alleniamo”.

Nel suo testo analizza poi le diverse reazioni dei ragazzi della sua età all’incertezza della situazione. C’è chi sottovaluta il pericolo, chi prova a guardare dall’altra parte o non rispetta le misure di protezione.

“Abbiamo tutti paura- ammette Sofia- e ognuno la affronta in un modo diverso. C’è chi sta a casa per timore di future ripercussioni, c’è chi passa il tempo con gli amici perché con loro si sente al sicuro, pur sapendo che ciò può essere nocivo per lui e per gli altri, c’è chi sfoga le frustrazioni facendo shopping”. 

L’articolo si conclude però con un messaggio di speranza, un invito a restare uniti per ritrovare quegli abbracci che tanto ci mancano, che saranno ancora più intensi perché avremo lottato insieme per poterli riavere:

“Quando potremo finalmente riabbracciarci sarà bellissimo- scrive- perché non sarà come tutti gli altri abbracci, sarà unico proprio perché frutto del nostro impegno collettivo. Dobbiamo sorridere, quindi, tutti, bimbi, adolescenti e adulti perché l’unione fa la forza, e quest’ultima ci serve ora più che mai. Ne usciremo migliori, più consapevoli, più umani, soprattutto ne usciremo”.

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