Camerino, dal post-sisma alla Dad: l'Ic Betti non si ferma

Camerino, dal post-sisma alla Dad: l’Ic Betti non si ferma

La vicepreside: "Nostra alunna alfiere della Repubblica dà voce a tutti noi"
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CAMERINO – “Noi quest’anno siamo stati doppiamente penalizzati, dalle conseguenze di una ricostruzione incompleta e dagli effetti dell’emergenza sanitaria. Al momento ci troviamo in una sede provvisoria, dopo vari traslochi, perché la nostra nuova sede doveva essere finita nel 2018 invece speriamo che lo sia, non dico per settembre, almeno per dicembre prossimo”. Iolanda Alma, vicepreside dell’istituto comprensivo ‘Ugo Betti’ di Camerino, in provincia di Macerata, racconta a diregiovani.it il lungo processo di ricostruzione affrontato dalla comunità scolastica dopo il terremoto del 2016, fino alla sfida della Dad e alla recente nomina di un’alunna alfiere della Repubblica.

“L’edificio in cui ci troviamo ora è sicuro e antisismico- prosegue Alma- ma non ci permette di garantire il distanziamento fisico richiesto: dovremmo starci in 100 invece siamo 240. Se potessimo ricominciare l’anno nella nuova sede avremmo gli spazi adeguati per tutti gli alunni, anche perché per noi la soluzione mista in presenza e a distanza è impraticabile per varie ragioni, a partire dalle difficoltà degli alunni più fragili per finire con quelle criticità strutturali che riguardano, su tutto, connessioni e mezzi insufficienti”.  Tuttavia “dalla prima settimana di marzo abbiamo fatto tutto il possibile. La didattica non si è mai fermata perché è nostro dovere continuare, ci siamo inventati ogni modo per recuperare i mezzi necessari e grazie all’università di Camerino abbiamo ottenuto anche potenziamenti delle linee”.

“Dal terremoto in poi abbiamo imparato a fare scuola in ogni modo e in ogni luogo usando tutte le nostre facoltà intellettive e creative” sottolinea la vicepreside dell’istituto frequentato da Maria Gabriella Lucarini, l’alunna di 9 anni che lo scorso aprile il presidente Sergio Mattarella ha nominato alfiere della Repubblica per essere stata “testimone della voglia di ricostruire”.

Rimasta sfollata insieme al fratello e alla madre, Gabriella ha dimostrato un attaccamento alla sua città tanto forte da decidere di prendere, ogni mattina all’alba, il pullman da Civitanova, dove si era trasferita con la famiglia, pur di non lasciare “i luoghi e le persone che erano già parte della sua storia” racconta la vicepreside. Nel 2017, Gabriella aveva scritto una lettera dedicata alla sua città che lei stessa aveva consegnato al Papa durante la sua visita a Camerino, nel giugno 2019: “Cara città di Camerino, oggi ti guardavo dalla finestra della mia scuola e ricordavo i bei momenti passati insieme. Per me sei importantissima e non lascerò che il terremoto ti distrugga un’altra volta. Ti prometto che se non ci sarai più, io ti ricostruirò con le mie mani e ci saranno anche le mani dei miei amici che non ti lasceranno sola. Starai sempre nel mio cuore”.

“La nomina di Gabriella è per noi un riconoscimento non scontato del lavoro fatto che abbiamo fatto tutti, come comunità di Camerino, per mantenere saldi i nostri valori e la memoria della nostra storia- conclude la vicepreside- Gabriella ha dato voce a tutto questo e ne siamo grati”.

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