Disturbi del sonno durante la quarantena: sogni o incubi?

Disturbi del sonno durante la quarantena: sogni o incubi?

Le persone hanno completamente stravolto i ritmi del sonno: alcuni hanno approfittato per recuperare quello perso, altri occupano il loro tempo su chat e videogiochi
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ROMA – In questo periodo di quarantena abbiamo registrato un acuirsi dell’ansia e di diversi disturbi psicologici come disagi emotivi e dell’umore. La permanenza forzata in casa, la preoccupazione per i possibili contagi di familiari o amici, per il futuro e per come sarà il ritorno alla normalità, per l’economia, le vacanze estive ecc. sono fonte di malessere e in molti casi anche di disturbi del sonno, anche tra i più giovani. Molte persone, durante il periodo di quarantena, hanno completamente stravolto i ritmi del sonno: alcuni hanno approfittato per recuperare il sonno che durante la vita frenetica di “prima” avevano perso, altri vanno a dormire in tarda notte occupando il loro tempo sulle chat, i videogiochi, tv ecc.

Il sonno e i ritmi circadiani

Gli esperimenti condotti dagli speleologi sul cambiamento dei ritmi circadiani durante l’isolamento ambientale, hanno fatto emergere che i ritmi biologici e i comportamentali endogeni degli individui, dopo solo 20 giorni giorni, iniziano a seguire un tempo indipendente dal mondo esterno, condizione nota col nome di free running. Il nostro orologio biologico sembra abbia bisogno di continue sincronizzazioni e aggiustamenti dall’esterno, per far si che sia sempre lo stesso di quello dell’ambiente in cui viviamo. Su questi incidono sia gli aspetti ambientali, la luce del sole e la temperatura per esempio, ma anche le abitudini sociali e comportamentali (gli orari di lavoro e scolastici, le ore dei pasti, gli impegni familiari ecc.).

Per questi motivi i sogni, a volte incubi, affollano le notti e spesso finisce che svegliano di soprassalto il sognatore. I sogni hanno scenari apocalittici dove si attraversano in solitudine deserti o strade di paesi o città abbandonate e fatiscenti, l’ansia è il sottofondo di questi sogni, il buio o la luce rarefatta non fa vedere cosa c’è all’orizzonte. A volte il sognatore è prigioniero e cerca vari modi per conquistare la libertà ma puntualmente viene scoperto, altri cercano persone che non trovano e si affannano tra pericoli e mostri alieni. Sono sogni che parlano di vissuti difficili da metabolizzare ma che spesso non sono razionali, infatti le persone non sempre sono consapevoli delle sensazioni che provano. Altri sogni riguardano il decreto sulle limitazioni e le persone che li fanno sembrano preoccupati che gli altri non li seguano. Così fioriscono sogni di persone che entrano in stanze affollate o che si affacciano alla finestra nella notte e vedono assembramenti di persone con cui si arrabbiano ma la voce non esce, le persone sembrano fantasmi che hanno la faccia torva e il volto irriconoscibile. La paura espressa da questi scenari onirici riguarda quello che succederà quando sarà tutto finito. La paura di non riuscire a tornare alla normalità, che non ci sia una normalità o che peggio, le persone si abituino a tal punto a stare in isolamento, da avere delle vere e proprie difficoltà nel riprendere una vita fuori casa.

Sonno e ansia: cosa fare?

Come fare- dunque, a dormire bene e ad abbassare, di conseguenza, i livelli di ansia? Non è certo facile affrontare il discorso in questa sede anche perché è complesso come è complessa la personalità di ogni individuo. Però possiamo dare dei consigli generali che potrebbero essere d’aiuto.

1) L’ansia va tenuta a bada affrontando e gestendo la quotidianità.

2) Affrontare e risolvere un problema per volta aiuta a non sentirsi sopraffatti. Non ci è dato sapere quando si tornerà completamente alla normalità perché il ritorno sarà graduale, quindi è preferibile pensare a quello che possiamo fare OGGI per stare bene.

3) Programmare la giornata con orari cadenzati per i pasti principali e in cui andare a dormire, aiuta a stabilizzare i ritmi circadiani sconvolti dalla quarantena e dal subentro dell’ora legale.

4) La sedentarietà non concilia il sonno. Il movimento stimola la produzione di serotonina che regola il ritmo sonno/veglia, il senso di fame/sazietà, il tono dell’umore, ecc.

5) Evitare di giocare ai videogiochi particolarmente impegnativi o guardare film emotivamente poco rilassanti prima di andare a dormire.

6) Concedersi invece piccoli benefici prima di andare a dormire, può essere un modo per migliorare il sonno e di conseguenza la produzione onirica. Fare un bagno caldo, bere una tisana rilassante o ascoltare della buona musica possono diventare rituali preziosi e irrinunciabili.

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