Ricominciare ad uscire mi mette ansia. A volte sto meglio a casa...

Ricominciare ad uscire mi mette ansia.A volte sto meglio a casa…

Salve, ho 16 anni e frequento il liceo.
Da quando ho saputo che saremmo potuti uscire di nuovo ho provato, oltre  un senso di sollievo, un po di paura.
Ricominciare ad uscire mi mette ansia.A volte sto meglio a casa.
Non so spiegarvi bene cosa sento ma so solo che non ho più quella voglia di uscire e passare il tempo fuori con gli amici come prima.
Quando provo ad organizzarmi sento di non averne veramente bisogno e che posso stare tranquillamente a casa.
Aspettavo questo momento da mesi e pensavo che sarei stata contenta appena uscita da casa ma non è stato così.
E se fossi depressa? dopo tutto questo tempo da sola è possibile che io non provi più emozioni, soprattutto la gioia e il divertimento?
Spero di tornare normale il prima possibile perché non mi riconosco più!
Anche le mie amiche mi chiedono cosa c’è che non va e pensano che io abbia altre persone con cui preferisco uscire.
Grazie, spero di essere stata chiara nel descrivervi quello che provo anche se mi sento confusa.

Anonima, 16 anni


Cara Anonima,
grazie per aver condiviso con noi queste tue emozioni difficili da codificare e rendere tollerabili.
Purtroppo questo è un periodo per nulla semplice, nonostante si vada verso la ripresa ed il ripristino di una normalità tanto attesa.
Ricominciare è complicato dopo l’esperienza vissuta e richiede molta energia.
Nel periodo di lockdown, nonostante la fatica, lo sconforto e la preoccupazione per ciò che stava accadendo molti hanno trovato un equilibrio settando su un nuovo registro le proprie abitudini.
I ritmi si sono rallentati e si è ritrovato anche il piacere di condividere in famiglia molte attività.
In un certo senso la casa e la famiglia sono diventati un “nido sicuro” dove restare in attesa che la situazione allarmante volga a termine.
Purtroppo non possiamo dire di esserne fuori completamente ma dobbiamo imparare a convivere con questa criticità mantenendo la nostra attenzione alta (mettendo in pratica tutte le precauzioni) e muovendoci a piccoli passi.
Questa “normalità anormale” a volte fa vivere il tutto con frustrazione come se ci fosse qualcosa di stonato che non  fa rilassare completamente e godere a pieno di ciò che è importante (amici, divertimento, passioni).
Forse è questo stare a metà che non ti fa sentire propriamente a tuo agio ancora. Diverso, forse, sarebbe stato se ci avessero comunicato il pieno fuori pericolo. 
Noi crediamo che in ogni caso, dopo 3 mesi, sia difficile per tutti tornare alla propria vita, aldilà di quel senso di preoccupazione latente che accompagna la collettività in questa fase; proprio per una sorta di “effetto jet lag” che necessita di altro tempo per estinguersi.
Considera questa come un’esperienza incredibile mai vissuta prima e, come tale, non può non lasciare una traccia (anche in positivo speriamo).
Inoltre, dobbiamo considerare anche che per voi studenti ci sono ancora molte incertezze rispetto alla modalità di ripresa dell’attività scolastica a settembre  e forse, anche questo lascia un senso di smarrimento che vale la pena considerare.
Un abbassamento dell’umore non significa essere depressi ma semplicemente reagire fisiologicamente all’ennesimo cambiamento in poco tempo.
Speriamo di averti fornito spunti di riflessione utili.
Torna a scriverci se ne senti il bisogno.
Un caro saluto!

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