Novara, preside Ic Del Vergante: "Famiglie hanno visto serietà dei docenti

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Domenico Rodolfo Sarli: "Lo Stato si spenda per superare barriere digital divide"
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ROMA – “I miei alunni insieme ai loro docenti hanno imparato veramente tante cose: hanno simulato imprese, lavorato a distanza, organizzato gruppi. Quando si parla di scuola delle competenze, questa è stata per davvero una fase in cui, giorno per giorno, hanno messo insieme competenze del ventunesimo secolo. Eravamo ancora un po’ ancorati al retaggio di una scuola che c’era, questa situazione invece ci ha proiettati verso il futuro”.

Così il dirigente scolastico Domenico Rodolfo Sarli dell’istituto comprensivo ‘Del Vergante’ di Invorio (Novara) che, intervistato da diregiovani.it a cinque giorni dal suono dell’ultima campanella in Piemonte, dipinge la scuola che vorrebbe venisse ricostruita dopo l’esperienza del lockdown e della didattica a distanza.

“Un secondo aspetto che mi è piaciuto tanto di questo periodo è stato poter entrare nelle case delle famiglie- prosegue Sarli- Per la prima volta i genitori hanno visto dal vivo come lavorano i docenti che io, più volte, ho definito professionisti; ecco perché amo chiamarli tutti professori e non solo maestri. Tutti hanno saputo mettersi in gioco e dimostrare la serietà e la bontà del loro lavoro; abbiamo feedback chiari sull’apprezzamento da parte dei genitori, avendo somministrato questionari periodici alle famiglie”.

“Vorrei quindi continuare a entrare nelle case delle famiglie avendo questo filo diretto- sottolinea infine il dirigente- ma vorrei anche che lo Stato aiutasse le famiglie in difficoltà perché questa fase ha messo ancora più in evidenza che ci sono delle sofferenze. Mi piacerebbe si capisse finalmente l’importanza di eliminare le barriere del digital divide e che, per farlo, bisogna spendersi a tutti i livelli. Noi abbiamo visto gli sforzi di molti nell’aiutare gli uni gli altri e ci siamo impegnati direttamente come istituto ma la fotografia è ancora quella di un Paese a macchia di leopardo. Se vogliamo fare davvero un salto, oltre a sperimentare belle pratiche, bisogna fare di tutto per garantire una scuola realmente aperta e inclusiva”.

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