E’ ripartito il paese ma io resto bloccata nella mia ansia e nella mia rabbia…

Salve Esperti,
era il compleanno di mio nipote, faceva un anno, e quindi hanno organizzato una piccola festicciola a casa. Io non mi aspettavo che ci fossero così tante persone. Ho deciso di stare fuori al balcone tutto il tempo, perchè ero terrorizzata dall’entrare i contatto con gli altri. E’ ripartito il paese ma io resto bloccata nella mia ansia e nella mia rabbia. Non riesco mai a capire quale sia la cosa giusta da fare, quale siano le indicazioni corrette da eseguire. Capisco la festa ma mi aspettavo una situazione più intima. Sbaglio ad essere così tesa, dovrei calmarmi?

Giusy, 36 anni



Cara Giusy,
hai ragione questa fase di apertura non è così semplice da gestire. Prima seppure rinchiusi nelle nostre case, con tutte le privazioni e le frustrazioni previste, si era in qualche modo in un luogo sicuro. Ora è possibile rimettersi in connessione, uscire, spostarsi, rivedersi con i propri cari, spostarsi tra regione. Sembra che ci sia una ripresa di una normalità, ma non sempre tutto è così lineare. Restano tanti timori, e ancora oggi le informazioni scientifiche sembrano essere contrastanti aumentando uno stato di confusione ed ansia.
Più volte è stata sottolineata l’importanza del senso civico e del rispetto di alcune norme, probabilmente è in questa aria che si colloca il tuo sentimento di rabbia. Se ci fosse una maggiore condivisione e un rispetto probabilmente ci sarebbe un maggiore fattore di protezione.
Hai fatto bene a scegliere una soluzione che potesse metterti maggiormente a riparo dai famosi assembramenti in luoghi ristretti e chiusi. E proprio il senso di civiltà e di collaborazione che ora devono prendere il sopravvento.

E’ una fase delicata, di transizione, e avere maggiori accortezze ora potrebbero essere la base per stare più tranquilli. La paura è un segnale evolutivo importante e arcaico, se non ci fosse stata questa emozioni l’uomo non avrebbe avuto la possibilità di sopravvivere ai pericoli. Per cui forse la riflessione che possiamo fare insieme è che bisogna utilizzare la paura per indirizzare meglio gli strumenti e le nostre strategie di azione. Ma se la paura lascio lo spazio al panico, allora può diventare una prigione che ci impedisce di fare tutto.  
Non crediamo ci sia un protocollo preciso, ma continua a proteggerti, ad utilizzare le giuste protezioni mediche e la corretta distanza soprattutto in ambienti chiusi dove lo scambio è più ravvicinato. Allo stesso tempo è importante riprendere la nuova quotidianità che prende forma, nel rispetto di te stessa e degli altri.
Un caro saluto!

 

8 Giugno 2020