VIDEO | #iosonoporcospino, un nuovo saluto post covid dagli studenti Luiss

La campagna 'Salutiamoci bene' per grandi e piccoli
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ROMA – “Dopo la quarantena le regole del distanziamento fisico diventano ora per ogni cittadino una necessità urgente da applicare in maniera corretta per evitare di mettere a rischio la propria salute e quella degli altri. Per adottare correttamente il principio del ‘distanziamento fisico’, non bastano però i decreti. Occorre condurre i cittadini a ‘motivarsi da soli’. Nella fase 2 è l’individuo a dover mettere in pratica, nel suo quotidiano, le giuste regole per riuscire a contrastare realmente, attraverso la prevenzione, il propagarsi della pandemia. Insomma, se il virus gioca con la nostra umanità dobbiamo essere abili nel cambiare gioco. ‘Salutiamoci bene’ nasce proprio per identificare quei ‘gesti barriera’ che possano, però, funzionare anche come ‘attivatori mentali’ in grado di ricordare costantemente ai cittadini di mantenere il distanziamento fisico, senza annullare le regole della socialità”.

Con queste parole Angelo Monoriti, avvocato e docente di negoziazione della Luiss, ideatore con studenti e studentesse dell’ateneo ed altre sei università, della campagna ‘Salutiamoci Bene – #iosonoporcospino’ con alla base uno studio sulle neuroscienze in collaborazione con la professoressa Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta, per un nuovo codice relazionale post-lockdown. Ed è proprio questo l’obiettivo che si pone il gruppo di studenti e studentesse della Luiss coordinato dall’avvocato Monoriti, un video tutorial per ‘salutarsi bene’ dando un nuovo codice di comunicazione relazionale basato sui principi delle neuroscienze, a tutela della salute dell’individuo ma anche della sua naturale propensione alla socialità. Come sottolinea Monoriti:

“Proprio per risolvere un conflitto carico emozionalmente, come quello fra esigenza di umanità e necessità di protezione, e per combattere la conseguente ‘dissonanza emotiva’ abbiamo ideato e diffuso un gesto barriera qual è il saluto del porcospino in grado di funzionare come un attivatore mentale comune”.

La campagna finora ha prodotto un video tutorial che spiega il saluto del porcospino, e un cortometraggio che possa guidare i cittadini e le cittadine, anche i più piccoli, per risolvere un conflitto carico emozionalmente, come quello fra esigenza di umanità e necessità di protezione. Tutto con l’hashtag di sottofondo #iosonoporcospino, un riferimento ai porcospini di Schopenhauer, che, come scrisse il filosofo tedesco, se troppo vicini possono farsi del male con i loro aculei, se troppo lontani soffrirebbero il gelo.

“Non è un semplice saluto, ma uno sguardo- conclude Monoriti- nella mano ci sono i nostri nuovi occhi. Con un gesto possiamo dire: ti vedo, ti sento, ci sono. È l’avvio di una connessione interiore. Si tratta di un gesto che richiede una frazione di tempo in più, tempo dedicato a riconoscere l’altro. Si colloca quindi anche nel solco di quella necessità di cambiamento, che deve partire dalle relazioni umane e non dai processi, che dovrà portare ad irrorare la società con azioni che promuovano lo spostamento (anche di poco è sempre essenziale) dalla logica dell’individualismo e del profitto a quella dall’etica del bene comune”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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