Dani Faiv contro la musica "usa e getta": il suo disco è fatto per restare

VIDEO| Dani Faiv contro la musica “usa e getta”. Il suo disco è fatto per restare

Il rapper a distanza ci ha raccontato il l'ultimo lavoro, "Scusate se esistiamo"
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ROMA – È un’apologia della musica dalla prima all’ultima traccia l’ultimo disco di Dani Faiv, “Scusate se esistiamo”.

Il rapper della Machete Crew è tornato con 18 tracce che confermano la sua attitudine di vero “analista” della realtà. Sempre preciso e pungente sulla società in cui viviamo, oggi più che mai assoggettata ai social e all’apparenza. Dani Faiv, al secolo Daniele Ceccaroni, rivendica il fare musica per la musica, tirandosi da parte a quella “usa e getta” pubblicata solo per accumulare stream e view. E la colpa non è solo del pubblico, ormai abituato a questo tipo di pezzi, come ci ha spiegato l’artista in un’intervista a distanza. 

L’INTERVISTA

“Parecchi colleghi – dice Dani Faiv – pensano a cavalcare l’onda e a farsi quei quattro soldi per un anno o due e poi rimangono nel dimenticatoio come abbiamo visto in passato. Non creano un percorso stabile ma solo musica usa e getta, cioè musica priva di qualsiasi tipo di contenuto”.

Per Dani Faiv, l’intento della musica è quello di “portare esperienze di vita e sfogarsi. L’arte è questo: trasmettere qualcosa per permettergli di rimanere nel tempo”. Non è un caso se nella cover di “Scusate se esistiamo” Dani brucia uno spartito, quasi a voler incentivare il settore a ripartire da zero.

E il messaggio più potente il rapper lo dà con lo skit del comico Filippo Giardina, che Dani ospita nella tracklist in “Mosche depresse”. Una vera e propria poesia diretta a chi idealizza il mondo dei social. “Le mosche depresse siamo noi – spiega – che sappiamo che il mondo è una m∗∗∗a ma lo accettiamo”, forse pensando che il mondo virtuale sia una via di fuga più piacevole. In questo pezzo, Dani mette in pausa il suo flow per inserire un “regalo” che si è voluto fare. Chicca di “Scusate se esistiamo” è anche “Outro (Niente di Speciale)”, una pennellata gospel che riscalda l’impianto sonoro del disco. Sedici coristi, forse per la prima volta, fondono le loro voci in un album rap e il risultato è qualcosa di magico.

Per il resto, Dani regala un lavoro omogeneo, in cui l’influenza del sodalizio con la Machete Crew si fa sentire forte e chiaro. Il collettivo ha di certo portato fortuna al rapper, oggi più che mai al suo disco più maturo di sempre. Non solo musicalmente. Dani Faiv ha preso coscienza di quello che è e agli haters dice: “Scusate se esistiamo, scusate se facciamo musica, scusate se proviamo a far emozionare le persone”.

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