Riavvio dell’anno scolastico tra paura del virus e ritorno a scuola dell’educazione civica

Riavvio dell’anno scolastico tra paura del virus e ritorno a scuola dell’educazione civica

Studenti e studentesse al primo posto tra contrasti e priorità vere
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Solo tra poche settimane, dopo il periodo di sospensione delle attività didattiche per l’interruzione estiva e prima ancora per via delle conseguenze legate al picco dell’emergenza epidemiologica da covid-19, i nostri studenti torneranno finalmente in classe. E questo non può che essere un evento che deve vedere prevalere un entusiasmo straordinario su ogni altra considerazione.

Un entusiasmo che deve sicuramente essere coniugato ad un altrettanto intenso impegno perché il rientro a scuola avvenga in sicurezza, ma con cui le nostre istituzioni scolastiche in questi giorni si stanno misurando alacremente. Sono di queste ore, da ultimo, le rilevazioni da parte del Ministero dell’Istruzione, attraverso una interlocuzione con ogni singola autonomia, per raccogliere nel dettaglio il fabbisogno in termini di nuovi arredi che permettano di ottimizzare gli spazi disponibili ai fini del distanziamento. Ma tante e diverse sono anche altre attività che attraverso un lavoro congiunto con gli uffici scolastici regionali e gli entri proprietari degli edifici scolastici, nonché con interlocutori nuovi e diversi che possono rendere utili i propri spazi consuetudinariamente non destinati ad attività strettamente scolastiche, si stanno mettendo in campo per far sì che a partire dal 14 settembre prossimo i nostri ragazzi e le nostre ragazze possano riprendere in una situazione di normalità le proprie attività didattiche. Si tratta di un lavoro complesso, necessariamente di squadra, e che non deve né può disperdere in qualsivoglia tipo di contrasto né le peculiari premesse di partenza, né, soprattutto la priorità assoluta di tutta questa dinamica che sono i nostri studenti e il loro profondo bisogno di tornare a condividere e ad essere accolti in presenza.

La scuola, che pure nei mesi di lockdown e in oggettiva assenza di altre alternative concrete ha fatto cose straordinarie pur di non interrompere il filo con studenti e famiglie, ha bisogno oggi di recuperare la sua funzione formativa piena e, nello specifico del tema covid, non soltanto in una posizione di difesa bensì di soggetto protagonista in una dimensione preventiva.

Da un punto di vista strettamente proprio le istituzioni scolastiche al di là della loro pur importantissima specializzazione cognitiva hanno la necessità di tornare in presenza ad essere quel presidio di compensazione, ma soprattutto di lettura ed interpretazione di quelle situazioni di disagio e povertà non solo materiali estreme, ma altrettanto diffuse, che solo e soltanto la scuola con la sua accoglienza fisica può controbilanciare e individuare, laddove nascoste, attuando di conseguenza tutte le misure necessarie per rimediarvi. E con questo non si può cancellare, di certo, il lavoro speciale che dirigenti scolastici e docenti sono riusciti a fare, in questa direzione, anche in tempo di dad.

Ogni nostro singolo alunno o alunna sottratto dall’attività scolastica a condizioni di deprivazione estrema o messo al riparo, attraverso il prezioso lavoro di lettura quotidiana degli insegnanti, da situazioni anche di violenza  merita, in virtù di un bene elevatissimo, non solo tutti i sacrifici che il nostro sistema tutto sta mettendo in atto per tornare in presenza ma, anche e soprattutto, la capacità di andare oltre le singole posizioni soggettive anche al di là delle criticità che inevitabilmente appartengono ad un momento complesso come quello che stiamo vivendo

Dobbiamo sì garantire al personale scolastico oltreché agli studenti e alle studentesse che frequentano le nostre aule il riconoscimento effettivo del diritto alla tutela della salute, tanto è che questo rappresenta il terreno su cui tutti pur consapevoli delle difficoltà inevitabili del momento siamo impegnati in un grande e incessante lavoro di squadra, ma dobbiamo, allo stesso tempo, non trascurare nemmeno l’importanza e l’imprescindibilità che ha la necessità di accogliere in presenza tutti gli studenti e, in particolare, quelli tra loro per cui la scuola rappresenta un concreto e insostituibile valore aggiunto, non soltanto rispetto ai propri apprendimenti disciplinari, ma di fronte all’opportunità e al diritto di vivere una vita dignitosa e felice.

Lo spettro del covid fa sicuramente molta paura a tutti ma anche nelle situazioni più difficili non si può sempre e soltanto giocare in difesa; e in questa importante partita la scuola può fare bene anche da “attaccante” giocando un ruolo del tutto particolare in una prospettiva di prevenzione. Non sarà difatti sfuggito ai più che questo nuovo anno scolastico ormai alle porte non porta con se’ soltanto una convivenza importante e complicata come quella appena descritta, ma anche novità decisamente positive da un punto di vista dei contenuti quale ad esempio il tanto agognato ritorno dell’educazione civica come attività transdisciplinare a partire già dalla scuola dell’infanzia.

In questo ambito, e in questo momento non si può non pensare alle enormi potenzialità che la reintroduzione dell’educazione civica porta con se’ anche in tema di educazione alla salute, intesa quale insegnamento dedicato e potenziato delle buone regole dell’igiene quale prima e privilegiata barriera rispetto alla diffusione del tanto temuto virus ma anche di tutte quelle infezioni prevenibili proprio attraverso l’adozione di corrette pratiche di igiene.

Chi conosce da vicino gli studenti, di ogni età, sa bene la loro a volte sbalorditiva capacità di far proprio ciò che di realmente buono gli si propone e al contempo di farsene portatori anche fuori dalle aule scolastiche  rendendosi essi stessi protagonisti di un messaggio di civiltà capace di migliorare le loro relazioni ma, anche di contagiare positivamente il mondo degli adulti.

È da questo potenziale che la scuola italiana deve ripartire e da cui tutti dobbiamo attingere le energie per affrontare questo momento di complessità indubbia, ma anche per superare le comprensibili diffidenze e gli scetticismi soggettivi. Con la scuola e gli studenti siamo tutti dalla stessa parte.

 

Anna Paola Sabatini
Dirigente Ufficio Scolastico Regionale Molise
Docente UniLUMSA

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