Roma, all’istituto Einaudi tutti in classe dal 14 settembre

Il racconto della vice preside: "Dad utile, ma ora bisogna tornare"

ROMA – Fare entrare tutti a scuola, dal 14 settembre, senza lasciare a casa nessuno. È questa la sfida contro il tempo dell’istituto ‘Luigi Einaudi’ di Roma, 1200 alunni con una media di 27-30 studenti per classe.

“Settembre è già domani, ma dobbiamo farcela per i ragazzi- racconta alla Dire la vicepreside dell’istituto, Marina Di Foggia- ho avvertito che per loro questo periodo è stato duro e che sentivano l’esigenza di tornare a scuola e stare insieme. Non potranno farlo come prima, ma vogliamo farli tornare comunque in classe, per fargli rivivere un’esperienza modificata di socializzazione”.

Così le classi vengono spostate come pedine: 4 classi (200 alunni) si spostano dalla sede centrale a quella succursale, e per ogni indirizzo viene individuata un’entrata specifica, con orari di ingressi e uscita scaglionati, e la campanella pronta a suonare più volte nell’arco di qualche ora. Due classi potrebbero fare lezione nel cortile, all’interno di una struttura specifica, e alcune nei corridoi, grandi e arieggiati. L’obiettivo è garantire tra tutti gli studenti il metro di distanza calcolato “tra le rime buccali”. Ma in attesa che arrivino i banchi innovativi, la scuola si è già mossa optando per un metodo più tradizionale: ha contattato un falegname che si occuperà di dividere in due i classici banchi biposto.

“Mi rendo conto che non si potrà risolvere tutto e che le risorse necessarie sono molte, e non tutte disponibili- continua la vice preside– ma voglio che i ragazzi tornino, e in sicurezza. Quando sono tornata a scuola dopo il lockdown mi sono sentita male. Mancava l’anima. Si era tutto fermato a quel momento. Quaderni, libri aperti. Sembrava che i ragazzi fossero scappati via come se ci fosse stata una guerra. Era rimasto tutto come lo avevano lasciato. E questo mi ha fatto malissimo e mi ha fatto capire quello che abbiamo attraversato”.

La gioia per il ritorno a scuola, si mescola quindi a paure e preoccupazioni del corpo docente e del personale Ata che a partire dal 24 agosto torneranno a lavoro per organizzare la ripresa. Poi, il 14 settembre, le porte dell’istituto si apriranno per tutti. “Sono preoccupata, ma non vedo l’ora”, conclude la vice preside.

2020-07-23T13:02:53+02:00