VIDEO | Roma, al ristorante ‘stellato’ gli under 30 pagano un terzo in meno

L'iniziativa di All'Oro, lo chef Riccardo Di Giacinto: "Avviciniamo i giovani in momento difficile"

ROMA – La cucina gourmet dello chef Riccardo Di Giacinto apre ai giovani under 30, che alla cassa del suo celebrato ristorante All’Oro, una stella Michelin, otterranno un cospicuo sconto:

“Carta di identità alla mano- scherza lo chef parlando con l’agenzia Dire– avranno la possibilità di cenare in due con un 30% di sconto. È un’iniziativa- spiega- che mettiamo in campo nel nostro piccolo per avvicinare i giovani all’alta cucina, in un momento storico difficile per l’economia e per il Paese”.

Di Giacinto è cuoco e imprenditore, assieme alla moglie gestisce tre ristoranti e un hotel 5 stelle nel Centro Storico della Capitale. È tra i ristoratori che hanno riaperto appena è arrivato il via libera dal Governo dopo l’emergenza coronavirus e lo ha fatto con la consapevolezza che, col turismo a terra, almeno per il primo periodo fosse imperativo attrarre “nuovi target di clientela”.

“Chi dice che non bisogna cambiare è molto lontano dal mio modo di vivere, All’Oro è una realtà in continua evoluzione”, racconta.

E questa capacità di rinnovarsi continuamente si manifesta anche nei suoi menù, dove ai più classici ‘Rocher di coda alla vaccinara’ o ‘Riassunto di Carbonara’, si affiancano nuove creative preparazioni, come il ‘Tortellino aglio e olio’ con brodo di pesce, il ‘Rombo al Viola’ con lavorazione di rapa, ravanello e barbabietola, lo ‘Spaghetto pomodoro pesche e scampi’, la ‘Rana pescatrice glassata alla ventricina con le ciliegie’.

“E altri- assicura- sono in arrivo perché siamo in continuo fermento”.

Forse proprio una di queste preparazioni sarà capace di cambiare la vita a qualche giovane curioso che la gusterà, come successe proprio a lui nel periodo in cui, ancora ragazzo, gli capitava di mettere da parte i soldi per andare a pranzo da qualche collega prestigioso. Un giorno dai fratelli Roca, a Girona, assaggiò un timballo di foie gras con mela verde e olio alla vaniglia che, come lui stesso ammette, non dimenticherà mai. L’emozione suscitata da quel piatto, Di Giacinto l’ha scolpita nella memoria ed è lui stesso, oggi, ad avere l’opportunità di regalarla ai suoi commensali.

“Non mi piace vantarmi- racconta- ma mi capita che un cliente pianga a fine serata e succede (questo prima del covid) che i clienti si alzano per abbracciarmi. Perché c’è uno scambio di energia- spiega- e questa è la benzina da mettere nella macchina. Energia allo stato puro per noi che facciamo questo lavoro, che la reinvestiamo il giorno dopo”.

2020-07-23T17:04:58+02:00