Fortnite organizza un torneo anti Apple: il colosso diventa Don Torsolone

Fortnite organizza un torneo anti Apple: il colosso diventa Don Torsolone

Continua la faida tra Epic Games e Cupertino, colpevole di aver eliminato l'app dal suo store
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ROMA – Continua ad infiammare l’estate 2020 la faida tra Epic Games e Apple, quest’ultimo colpevole di aver rimosso dal proprio store Fortnite, il popolare gioco che riunisce online giocatori da tutto il mondo.

Nella pratica, i responsabili dell’app e dell’Unreal Engine non potranno più accedere alle piattaforme di Apple e realizzare software di aggiornamento per le piattaforme iOS e macOS. Un vero e proprio dramma in vista del lancio del Capitolo 2 – Stagione 4 del gioco. Chi ha installato l’applicazione prima della separazione obbligata non vedrà, quindi, nessuna novità.

La cup di protesta

A dare l’ultimo affondo nella guerra tra colossi Epic Games. La casa di videogiochi ieri ha messo in piedi un torneo di protesta, il cui titolo non a caso era #FreeFortnite.

In palio l’esclusiva skin di Don Torsolone, un malvagio imprenditore – mezzo uomo, mezza mela – che impone le sue scelte a chiunque. L’operazione, dai contorni decisamente satirici, è stata organizzata per sostenere la campagna #Freefotnite, che punta a risolvere l’annosa questione. 

Per ricevere Don Torsolone bisognava totalizzare 10 punti. Quattro le ore di tempo disponibili per vincere e tanti i premi materiali. I giocatori con i punteggi migliori di tutte le regioni (20mila nel mondo) si sono aggiudicati un cappello regolabile, console, tablet e computer (da Nintendo Switch al Samsung Galay Tab S7).

Dentro la faida tra Epic Games e Apple

Il movimento #Freefortnite, però, non si muove solo online. È tra le aule di tribunale che si gioca la vera partita. Epic Games ha firmato e presentato alla Corte Suprema i documenti per indagare sui comportamenti di Apple.

Dal canto suo, Cupertino accusa l’avversaria di aver leso le linee guida del suo App Store. Con l’ultimo aggiornamento di Fortnite, infatti, gli acquisti in app sono passati alla gestione diretta del sistema di pagamento di Epic Games. Questo ha comportato un ribasso dei prezzi, relativo all’eliminazione delle commissioni dovute ad Apple, che per ogni applicazione ammontano al 30% della cifra.

E se il colosso della mela morsicata denuncia il venir a mancare del principio di parità di trattamento tra app, Epic Games accusa l’avversario di abuso di posizione dominante e di stabilire un vero e proprio monopolio che non fa bene al mercato concorrenziale.

La causa ad Apple si aggiunge a quella intentata contro Google, colpevole dello stesso capo d’accusa.

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