Anche se mi da fastidio sia l’idea di vivere in eterno che l’idea di morte…

Ci ho messo un pò a rispondere perché dopo aver letto l’email non ho mai trovato il coraggio di mettermi a scrivere ciò che penso e ho sempre rimandato questo momento. Sono cose che frullano nel mio cervello ogni giorno, e sono cose che non ho mai ne detto ne scritto a nessuno. Innanzitutto non è da un pò di tempo che avverto questo malessere, ma da circa 6 anni. I primi anni non ci pensavo durante la giornata e mi capitava raramente di pensarci perché al tempo soffrivo di anoressia e mi portava via così tanto che non avevo tempo per pensare ad altro. Questo malessere non è partito a causa di questo disturbo. Esisteva da tempo ma non ricordo esattamente come reagivo perche è passato troppo tempo. Successivamente è diventato sempre piu presente. Ho sempre pensato fino a due anni fa “quando crescerò passerà”… e così non è stato, anzi è peggiorato. Fino a qualche mese fa non ci pensavo durante la giornata e, almeno 2 volte a settimana, dal nulla mi veniva in mente questo pensiero e mi mettevo a gridare fortissimo e a non riuscire a respirare bene. A volte è successo anche nel sonno. Mi svegliavo senza capire niente e avevo questa reazione. Un giorno ho gridato talmento forte e per due volte (solitamente solo un grido di disperazione) che hanno sentito i vicini. Il giorno dopo hanno chiesto a mia madre cosa fosse successo e dopo che ho saputo questa cosa ho avuto un blocco e non mi è più successo. Sicuramente per paura di farmi risentire. Da lì è diventato un pensiero costante e niente e nessuno lo può bloccare. La cosa che ho osservato è che se non sono con mia madre e ad esempio con il mio ragazzo, se mi abbraccia e cerca di calmarmi io è come se non sentissi niente. E non mi calmo affatto. Inizio a pensare di voler tornare a casa perché poi dal pensiero della MIA morte arrivo a quella di mia madre e voglio subito tornare a casa ad abbracciarla. Poi da un’altra parte quando sono con lei penso a lui e a volte a mio padre che è lontano e che non so quando lo rivedrò. In questa settimana ho provato a distrarmi riprendendo le cose che facevo ma non ha funzionato. Sono uscite bene, perché so di essere comunque brava, e da un certo punto di vista mi hanno anche portato soddisfazione, ma avevo sempre questo pensiero fisso nonostante tutto. Nella email mi chiedevate perché ho questo pensiero. Sinceramente non lo so. Forse a 11 anni quando ho perso la fede ho anche capito che secondo me dopo la morte vi è il nulla, o forse perché mi da fastidio poter non esistere, perché oltre questo grandissimo problema che ho mi piaccio per come ragiono e per le cose che so fare e mi da fastidio che tutto ciò andrà perso. A proposito di fede, mi piacerebbe tanto averla. Non per rivolgermi ad un qualcosa di superiore per dei problemi, ma per avere un motivo valido della nostra esistenza. Anche se mi da fastidio sia l’idea di vivere in eterno che l’idea di morte. Mi piacerebbe credere che da qualche parte esista una forza che da un senso a tutto ciò, ma non ci riesco perché lo vedo improbabile. Mi piacerebbe capire com’è iniziatato, perché, e come finirà questo mio disagio. Ma inizio a pensare che non mi darà mai pace. E allora mi richiedo che senso ha fare qualsiasi cosa, e che senso ha conviverci e accettarlo se non riesco a rispondere a nessuna domanda che mi pongo. Forse sono piccola per capire, nonostante io abbia 18 anni, ma sinceramente mi sono stancata di pensare che un giorno starò meglio. Perché non posso stare bene adesso? Perché continuare a sprecare questo tempo? Boh. Mia madre mi ha sempre detto che è normale avere questa paura e che chiunque ci si abitua. Ma perche dovrei….perché devo accettare una cosa che non mi piace? Perché non ho altra scelta. È questo mi da fastidio. Forse la morte e la nascita sono le uniche cose sulle quali non possiamo decidere. Sono una persona con la testa dura alla quale piace scegliere per sé e capire perché scegliere una cosa piuttosto che un’altra, è forse questo il problema? Ed anche qui non capisco perche dovrebbe esserlo. Una volta una persona mi disse “Secondo me ad un certo punto bisogna morire” e questa cosa mi ha segnata. Perché una persona dovrebbe voler smettere di vivere? E poi perché non merita di restare? 
Nella mia testa adesso ci sono tantissime cose ma purtroppo solo queste riesco a scrivere al momento. 
Grazie per l’attenzione, per me conta molto essere finalmente ascoltata da qualcuno che sente tutte queste grida che ho dentro di me. Nessuno ne sa niente. Ne mia madre ne il mio ragazzo che sono gli unici che ho vicino.

 

Anonima, 18 anni



Cara Anonima,

le tua grida di dolore ci sono arrivate forti anche se per te sono grida silenziose che non puoi condividere con chi ti è vicino.
Ci scrivi cose importanti del tuo percorso, la perdita della fede a 11 anni, un vissuto di anoressia, il pensiero costante sulla morte, gli attacchi di panico; tutto ciò ha segnato il tuo percorso rendendolo faticoso, questa sofferenza che ti porti dietro da tanto è un fardello pesante sulle tue spalle e capiamo quanto tu abbia voglia di star meglio e di liberartene. 
Probabilmente questi vissuti anche se non sono uno causa dell’altro, come scrivi, forse appartengono ad un nucleo di dolore che sta lì dentro di te da qualche parte da tanto tempo, magari da quando eri bambina. Sai, può capitare che già dall’infanzia vi possano essere delle mancanze, o che i bisogni emotivi del bambino non vengano colti e accolti, e così una maggiore sensibilità, alcune fragilità possono perdurare fino a venire fuori e manifestarsi durante la preadolescenza o l’adolescenza, che è l’età dei cambiamenti e delle trasformazioni fisiche, emotive, cognitive ed in cui tutto ciò che era stato in silenzio fino ad allora inizia ad urlare. 
Ci scrivi che hai avuto un problema di anoressia e che oggi probabilmente è risolto, questo ci fa capire che c’è una forza dentro di te che sa combattere, e che vuoi stare meglio.
Dalle tue parole, infatti, oltre alla sofferenza, emerge una forza ed una caparbietà, come scrivi tu stessa hai la testa dura, e questo può essere importante se si vuole intraprendere un percorso per star meglio. 

Sembra che per te per il momento valgano solo gli estremi, l’eternità o la morte, capire tutto o niente, avere tutte le risposte o non fare domande…ecco questa è una posizione molto difficile poiché gli estremi difficilmente corrispondono alla realtà che è fatta di prospettive imperfette e complesse. Puoi iniziare a pensare che ci può essere uno spazio intermedio in cui non vi sono per ora tutte le risposte ma forse solo qualcuna, in cui non capirai molte cose ma altre si, in cui tra l’eternità e la morte ci può essere la voglia di viverla la vita. Devi darti la possibilità di accettare questa confusione e questa sofferenza come primo passo per cercare di risolverla. 
Sei una a cui piace scegliere per sé, bene, hai scelto, scrivendoci queste mail, di chiedere aiuto, di voler essere ascoltata e compresa, ora devi continuare su questa strada. 
Puoi iniziare pian piano a pensare di parlarne con tua madre o il tuo ragazzo, senza scendere nei particolari ma nemmeno facendo finta che tutto vada bene, tenendo a mente che dentro di te hai questo bisogno di essere ascoltata e di stare meglio. Poi essendo maggiorenne, potresti rivolgerti ad un consultorio, se presente nella tua zona, senza l’obbligo di dirlo a tua madre, per delle consulenze psicologiche, solitamente sono gratuiti o si paga un ticket molto basso.
E poi se vuoi puoi continuare a scriverci di te, il nostro servizio prevede anche delle consulenze telefoniche o via skype. 
Il senso di tutto, quella fede che ti manca devi prima riscoprirla in te stessa, la fede verso te stessa, il tuo coraggio e la tua forza, le tue fragilità e risorse. 
Se vuoi puoi dirci cosa ne pensi.
Un caro saluto!

11 Settembre 2020