Eurydice pubblica il rapporto sugli stipendi di insegnanti e dirigenti in Europa

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ROMA – La rete Eurydice celebra oggi la Giornata mondiale degli insegnanti con la pubblicazione del rapporto dedicato agli stipendi e alle indennità di insegnanti e capi di istituto in Europa.

La crisi dettata dall’emergenza sanitaria ha evidenziato i tanti compiti e il forte impegno richiesto sia agli insegnanti che ai dirigenti scolastici per garantire un insegnamento di qualità. Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe 2018/19 prende in esame gli stipendi tabellari e le indennità di docenti e capi d’istituto nelle scuole pubbliche pre-primarie, primarie e secondarie di 42 sistemi educativi , comparando le differenti condizioni e progressioni salariali.

Tra i risultati principali si rilevano significative differenze tra i paesi europei negli stipendi tabellari iniziali degli insegnanti, che possono infatti variare, a seconda del paese, da 5 a 80 mila euro lordi all’anno.

L’Italia, insieme a Francia, Malta, Portogallo e Regno Unito, con stipendi per i docenti che variano tra i 22 e i 28mila euro l’anno, si colloca in linea con la media europea. Sono più alti della media gli stipendi iniziali degli insegnanti in Belgio, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Svezia e Scozia. Stipendi ancora più alti si registrano in paesi con PIL pro-capite alto: Danimarca, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

Rispetto all’importo e al tempo necessario per gli aumenti di stipendio correlati alla progressione di carriera, si registrano sostanziali differenze tra i paesi europei. A seconda del paese gli stipendi iniziali possono aumentare durante la carriera di un docente dal 12% fino al 116% e il numero medio di anni necessari per raggiungere il massimo del range salariale va da 6 a 42 anni.

Nel caso dell’Italia, gli insegnanti hanno bisogno di una significativa anzianità di servizio per raggiungere aumenti salariali modesti: gli stipendi possono aumentare di circa il 50% solo dopo 35 anni di servizio. Per contro, in Irlanda, Paesi Bassi e Polonia, gli stipendi tabellari iniziali dei docenti possono addirittura aumentare di oltre il 60% già nei primi quindici anni di servizio, e ancor di più negli anni successivi.

Per quanto riguarda i cambiamenti negli stipendi tabellari durante gli ultimi anni, gli insegnanti hanno visto aumentare la propria retribuzione nella maggior parte dei sistemi educativi, anche se gli aumenti sono stati generalmente modesti o indicizzati all’inflazione.

In Italia, come anche in Polonia e nel Regno Unito, il potere di acquisto degli insegnanti è rimasto più o meno lo stesso negli ultimi 4 anni.  

Il rapporto è disponibile a questa pagina: http://eurydice.indire.it/pubblicazioni/teachers-and-school-heads-salaries-and-allowances-in-europe-2018-19/

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