Scuola, a Pomigliano d'Arco l'istituto Europa tra doppi turni e Dad

Scuola, a Pomigliano d’Arco l’istituto Europa tra doppi turni e Dad

Docente: "Di fronte all'emergenza l'esperienza aiuta"
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ROMA – “Il rientro è stato molto più soft di quanto pensassimo. Tutti i nostri sforzi sono orientati a creare un ambiente sicuro a scuola. Ci siamo persino inventati un’app per prenotare l’utilizzo dei servizi ed evitare assembramenti. direi che tutto sta funzionando”.

L’istituto superiore ‘Europa’ di Pomigliano d’Arco e Casalnuovo, nel napoletano, ha riaperto da circa tre settimane e a stilare un primo bilancio è il docente Roberto Castaldo.

“I ragazzi tra le mura scolastiche rispondono molto bene al rispetto delle regole di sicurezza. Un po’ meno fuori”- nota con lieve disappunto lui che gli studenti, nei suoi laboratori di informatica in presenza, li vede sempre “con la mascherina correttamente indossata”.

L’istituto, che è scuola polo regionale della rete di ‘Avanguardie educative’ di Indire, accoglie ogni anno migliaia di studenti dell’area metropolitana napoletana interessati agli studi in campo socio-sanitario, commerciale, turistico e di comunicazione e grafica.

“Per garantire le 20 ore settimanali di presenza a scuola- prosegue Castaldo– durante l’estate abbiamo abbattuto le pareti delle aule con il risultato di avere a disposizione meno spazi ma più grandi”.

Le sedi di Pomigliano sono ricavate in tre palazzi riconvertiti all’uso di edificio scolastico:

“Perciò le nostre classi erano mediamente piccole e non particolarmente ariose” osserva Castaldo. 

Secondo passo, dopo il rinnovo degli ambienti, l’organizzazione di doppi turni con unità orarie da 30 minuti, la mattina dalle 8.30 alle 11.30 e il pomeriggio dalle 12.30 alle 16.30. Nel mezzo dei due turni si sanifica.

“Per gli studenti che hanno, loro o i loro genitori, difese immunitarie basse, abbiamo riattivato la Dad” precisa Roberto Castaldo.

E le mezzore perse a causa della compressione oraria?

“Si recuperano con qualche webinar ma perlopiù con attività asincrone che valutiamo in termini di ore. Ad esempio, io posso assegnare ai miei studenti la realizzazione di un video su un argomento complesso. Se il lavoro è sufficiente io riconosco, oltre a un voto, anche 6-8 ore di frequenza. In caso di un compito fatto male le ore andranno recuperate con altre attività” e via dicendo. “E così anche la mia collega di italiano può dire: fatemi un video su Pascoli. È ovvio che per fare un buon prodotto devi aver studiato l’autore”.

In questo modo, secondo il docente, si potenziano l’interdisciplinarietà e le competenze digitali:

“Recupero delle ore a parte, comunque, noi abbiamo sempre lavorato così, battendo molto sull’aspetto digitale per favorire l’apprendimento di ogni tipo di contenuto a seconda del profilo professionale d’indirizzo. Ad esempio da diversi anni, alla fine del quadrimestre e dell’anno, tutti gli studenti devono realizzare un prodotto digitale interdisciplinare da sottoporre alla valutazione di tutti i docenti. Dunque per noi, dal punto di vista della didattica, nonostante tutto, non è cambiato poi molto. La morale- conclude l’insegnante di informatica- è che l’esperienza vale per affrontare le nuove sfide, soprattutto in una situazione di emergenza”.

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