L’impatto quasi zero del Covid nelle scuole

L’impatto quasi zero del Covid nelle scuole

I presidi: “Si rispetti il nostro lavoro. Abbiamo fatto l’impossibile per garantire la sicurezza”
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Il Sars-Cov-2 continua ad avere un impatto del tutto residuale sulla diffusione dell’epidemia nelle scuole. Il ministero dell’Istruzione ha comunicato oggi gli ultimi dati sulla diffusione del virus tra docenti e alunni. Gli studenti contagiati sono pari allo 0,080% (5.793 casi di positività). Per il personale docente la percentuale è dello 0,133% del totale (1.020 casi), mentre per il personale non docente si parla dello 0,139% (283 casi).

I dati del monitoraggio, condotto dal ministero dell’Istruzione con la collaborazione dei dirigenti scolastici, sono stati condivisi con l’Istituto Superiore di Sanità. I dirigenti scolastici, dunque, non ci stanno a far passare le loro scuole come luoghi di diffusione del virus e rispondono anche alle polemiche circa l’organizzazione del trasporto urbano.

“La dad ha avuto un valore, ma non può essere considerata come uno strumento a sistema perché gli studenti che hanno bisogno di apprendimenti disciplinari ma anche di socialità. L’organizzazione del trasporto scolastico è già stata effettuata questa estate – scrive su Facebook, Carmela Concilio, dirigente scolastico dell’Istituto Omnicomprensivo “Giordano” di Venafro – Ingressi e uscite scaglionati sono già previsti dal Piano scuola e dai protocolli. Per tutta l’estate noi dirigenti insieme a tutto il personale scolastico abbiamo lavorato per affrontare e gestire al meglio il problema trasporti e comunicato ai Tavoli regionali l’organizzazione delle singole scuole. Non si può ora mettere in discussione quanto fatto e scaricare le responsabilità sulle scuole. Se ci sono criticità riguardo al problema trasporti – aggiunge – esse vanno analizzate caso per caso, con la collaborazione tra Regioni e Istituzioni scolastiche: come dirigenti e come scuole, daremo nuovamente il nostro contributo se ci fosse bisogno di adattare ancora meglio l’organizzazione del servizio e gli ingressi e le uscite previste negli istituti, ma occorre rispettare il gran lavoro fatto che ha permesso di garantire il rientro in presenza con la massima sicurezza”.

“Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per garantire la sicurezza dei nostri alunni e di tutto il personale della scuola e riteniamo importante difendere l’attività in presenza dei nostri studenti a scuola – ha dichiarato Adelaide Villa, dirigente scolastico dell’Istituto Superiore Tecnologico “Marconi” di Campobasso– abbiamo chiesto e cercato un dialogo costante con le istituzioni del territorio. A scuola siamo riusciti a contenere l’afflusso di studenti scaglionando le entrate. Da noi, nelle aule, sta andando tutto bene. Resta la criticità del trasporto, ma è giusto ripartire le responsabilità tra i diversi attori”.

“Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre competenze e nelle nostre possibilità – sottolinea anche Gerardo Totaro, dirigente scolastico del liceo statale “Enrico Fermi” di Canosa di Puglia – spetta alle regioni, ora, un ulteriore sforzo economico e organizzativo per migliorare il servizio del trasporto pubblico. Occorre informatizzare i processi, organizzare il trasporto in base al numero di studenti e strutturare all’interno dei singoli territori la figura del mobility manager che possa avere il polso della situazione. Insomma, va messo tutto a sistema guardando al futuro. Lo ripeto, quest’anno non si poteva fare di più”. 

Anna Paola Sabatini
Direttore Ufficio Scolastico Regionale per il Molise
Docente Educazione degli adulti – UniLUMSA, Roma

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