The Shift, in ambulanza tra terrorismo e adolescenza

The Shift, in ambulanza tra terrorismo e adolescenza

Alla Festa del Cinema di Roma il primo lungometraggio di Alessandro Tonda
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ROMA – La quindicesima edizione della Festa del Cinema è all’insegna degli esordi, come aveva già annunciato Antonio Monda, direttore artistico della kermesse, durante la conferenza stampa della nuova edizione. Dopo la presentazione, tra i tanti, di ‘Palm Springs’ di Max Barbakow e ‘Fortuna’ di Nicolangelo Gelormini oggi è il turno di ‘The Shift’: il primo lungometraggio di Alessandro Tonda – una coproduzione italo-belga (Notorious Pictures e Tarantula) – dal 5 novembre in sala in 300 copie con Notorious.

Il regista – che ha lavorato come aiuto regista per Stefano Sollima – porta sul grande schermo la storia di due giovani terroristi, Eden e Abdel per raccontare l’adolescenza, la difficoltà di ‘abbracciare’ la diversità e di aprirsi al dialogo.

Siamo abituati a mettere barriere tra noi e gli altri, tra la nostra cultura e quella degli altri, tra la nostra religione e quella degli altri. La realtà che stiamo vivendo ci costringe a vivere distanti, ma dovremmo provare a non avere paura del diverso”, ha detto Tonda durante la conferenza.

Al centro di  ‘The Shift’ ci sono Eden (interpretato da Adam Amara) e Abdel. I due irrompono in una scuola di Bruxelles per compiere una strage, ma Abdel si fa saltare in aria prima del previsto coinvolgendo Eden nell’esplosione. Poco dopo i paramedici Isabel (interpretata da Clotilde Hesme) e Adamo (interpretato da Adamo Dionisi, che dal 30 ottobre sarà su Netflix nella terza e ultima stagione di ‘Suburra’), accorsi sul posto, caricano sulla loro ambulanza un ragazzo ferito e privo di sensi senza immaginare che si tratta proprio di Eden. “Questo è stata una grande prova per me perché è stato il film più difficile che ho fatto. Si tratta di un’opera dal respiro internazionale e di un’attualità spaventosa”, ha detto Dionisi. Quando Isabel si accorge della cintura esplosiva è ormai troppo tardi: il giovane terrorista si è svegliato e prende il controllo dell’ambulanza, minacciando i paramedici di premere il bottone se non eseguono i suoi ordini. “La sfida è stata quella di mettere i personaggi dentro a un contenitore (nel caso del film è un ambulanza, ndr), che potrebbe esplodere da un momento all’altro, e provare a capire se sarebbe potuto nascere un dialogo fra di loro, in una situazione di pericolo”, ha detto il regista. “L’informazione, in occasione degli attentati a Bruxelles, ha focalizzato i buoni e i cattivi. Qui – ha continuato – mettiamo gli spettatori davanti a un ragazzino che, nonostante abbia compiuto un attentato, i paramedici senza giudicarlo e senza schierarsi cercano di capire le ragioni che lo hanno portato a fare un gesto estremo. Quindi è importante dialogare e comprendere per poi superare”. 

The Shift’, nonostante sia un film di finzione, si mostra vicinissimo alla realtà. In particolar modo, nella scena dell’attentato. “Ci siamo documentati attraverso video su internet e telegiornali per dare al pubblico una visione documentaristica e fargli vivere la tensione, la paura e la dinamica in generale”, ha aggiunto il regista.Dopo i fatti di Bruxelles, l’opinione pubblica e le istituzioni lì sono molto sensibili all’argomento e il governo aveva il timore che noi potessimo mostrare la realtà in modo superficiale, visto che la stampa durante gli attentati aveva accusato di superficialità l’intelligence”, ha aggiunto il produttore Daniele Mazzocca di Notorious.

La pellicola regala esplosioni e scene mozzafiato: l’alta tensione però è stata vissuta anche sul set, il giorno prima dell’inizio della riprese. “Il giorno precedente al primo ciak, precisamente alle ore 22, mi hanno comunicato che avevano arrestato Adam Amara (Eden nel film, ndr)”, ha raccontato Mazzocca, che ha concluso: “Durante le prove, gli interpreti di Eden e Abdel si erano scattati delle foto con le cinture esplosive e ingenuamente Adam aveva postato lo scatto sui suoi social con la frase ‘Domani sarà il grande giorno’, ma delle riprese e non dell’attentato, come hanno dedotto i servizi segreti che, dopo 45 minuti, si sono presentati nell’albergo dove pernottava l’attore. Lo hanno rilasciato all’una di notte, dopo essersi accertati che il ragazzo stava sul set di un film. Da quel giorno nessuno ha postato più una foto. Questo per dirvi che l’intelligence lì funziona molto bene”.

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