Romulus, i protagonisti raccontano la preparazione fisica e psicologica

Romulus, i protagonisti raccontano la preparazione fisica e psicologica

Guarda le interviste allo showrunner Matteo Rovere e ai protagonisti Andrea Arcangeli, Marianna Fontana e Francesco Di Napoli
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ROMA – Matteo Rovere si prepara per il debutto per il suo primo progetto televisivo, che ha diretto insieme a Michele Alhaique ed Enrico Maria Artale, dal titolo Romulus. Presentata come evento speciale alla 15esima edizione della Festa del Cinema di Roma, la serie in dieci episodi arriva questa sera in prima serata su Sky Atlantic e in streaming su Now Tv

La serie Sky Original in protolatino (disponibile anche in italiano cambiando la lingua con il telecomando Sky) al tempo stesso un grande affresco epico e una realistica ricostruzione degli eventi che portarono alla nascita di Roma. Gli episodi trasportano il pubblico nell’VIII secolo a.C., in un mondo primitivo, governato dalla natura, dagli dei e fatto di violenza, uomini brutali, vestali, corpi nudi e sporchi di sangue e fango. Senza dimenticare il potere, l’emancipazione, la ribellione e la fragilità dei giovani protagonisti, la nascita della politica e delle relazioni sociali. Un racconto di guerra, fratellanza, passione, coraggio e paura realizzato con un grande impianto scenico e due intere città meticolosamente ricostruite sulla base di ricerche storiche documentate, con migliaia di figurazioni, quasi mille presenze stunt e centinaia di armi riprodotte.

Se nel film ‘Il primo re’, il film di Rovere uscito nel 2019 con Alessandro Borghi e Alessio Lapice, si racconta la leggenda di Romolo e Remo, al centro della serie c’è mondo primitivo e brutale governato dalla natura e dagli dei, da cui sorge uno degli imperi più grandi e potenti di sempre. Fra storia, leggenda e rivoluzione, l’epico racconto della nascita di Roma.

Inoltre, la serie ha una sigla d’eccezione: un evocativo opening theme cantato da Elisa, che apre ogni episodio con un’emozionante e personalissima versione di Shout dei Tears for Fears. La colonna sonora è dei Mokadelic.

Sono tre i protagonisti di questa storia, al tempo stesso lontana e vicina: Andrea Arcangeli, nel ruolo di Yemos principe di Alba, Marianna Fontana, in quello della sacerdotessa Ilia rinchiusa dall’età di sei anni nel tempio di Vesta e Francesco Di Napoli, l’orfano e schiavo, Wiros. Tre giovani cresciuti nella violenza di un mondo arcaico e pericoloso e bramosi di emancipazione. Come avevano già raccontato gli interpreti de ‘Il Primo re’, anche per i protagonisti della serie la sfida più difficile, ma anche unica, è stata quella di recitare in protolatino, lingua arcaica scelta nuovamente da Rovere per questo progetto. 

Una sfida che i tre giovani attori hanno accolto con professionalità e concentrazione riuscendo a restituire naturalezza alla lingua. Sullo schermo appaiono come se parlassero il protolatino da sempre. Oltre alla difficoltà linguistica si aggiunge la preparazione fisica e mentale, i ritmi serrati del set e la crescita professionale.

Ecco cosa hanno raccontato i protagonisti in occasione della conferenza di presentazione della serie:

ARCANGELI:La preparazione fisica è stata una degli elementi fondamentali per entrare nella brutalità del mondo che si racconta. È stato un bel momento umano perché ci siamo ritrovati tutti noi attori, tutti i giorni, a fare ogni mattina due o tre ore di preparazione: dai circuiti militari all’approccio alle armi e ai cavalli. Senza dimenticare recitare in protolatino e l’introspettiva psicologica dei personaggi. Quest’ultimo aspetto avviene anche attraverso la preparazione fisica. Io mi sono ritrovato più volte prima di un ciak a fare delle flessioni per trovare una tensione corporea che potesse restituire al personaggio un certo nervosismo e risultare credibile in scena.

La soddisfazione più grande per me è essere arrivato alla fine delle riprese. Questo è stato un progetto totalizzante in ogni aspetto. Sei circondato costantemente dalla preparazione che richiede il personaggio: dalla lingua alla preparazione fisica, dall’alimentazione all’introspettiva psicologica. Io ho seguito una dieta iperproteica per mettere massa. Alcuni hanno seguito una dieta per perdere peso, Marianna si è allenava dalla mattina alla sera. Abbiamo dovuto mantenere alta l’attenzione dal primo all’ultimo giorno. Se non preparavi le scene di combattimento con gli stunt rischiavi di farti male, se non preparavi bene le battute rischiavi di non girare la scena, se non imparavi bene ad andare a cavallo rischiavi di cadere, se non seguivi la dieti potevi risultare più magro nelle scene successivi. In qualche modo abbiamo cercato di entrare in un loop e di non uscirne mai fino alla fine delle riprese, che sembrava sempre lontanissima. Essere arrivato alla fine è un enorme traguardo. 

Portare a termine un personaggio del genere ti dà la consapevolezza di ampliare le tue possibilità oltre quelle che tu immagini. Quando superi un limite ti viene voglia di scoprire il successivo“.

FONTANA:La preparazione fisica è stata dura, ci siamo preparati circa due mesi prima di girare. C’è chi ha seguito una dieta, come Andrea. Non è stato semplice mantenere certi ritmi sia durante la preparazione sia durante le riprese. 

Personaggi, al tempo stesso, così lontani e così vicini. “La voglia di emanciparsi, la ribellione e la fragilità dei protagonisti è un aspetti che appartengono alla contemporaneità e di conseguenza a noi. Anche il fatto di non sapere cosa ne sarà del nostro futuro. Ci sono sentimenti nella storia in cui è facile riconoscersi. Io, per esempio, mi ritrovo molto in Yemos (Arcangeli) ed Enitos (Giovanni Buselli), due gemelli che hanno un rapporto molto forte”.

La sfida più grande è stato lo studio della lingua, il protolatino. Non abbiamo dovuto solamente imparare le battute ma anche saperle interpretare per trasmettere naturalezza. Ilia mi rende molto orgogliosa: per preparare questo ruolo sono partita da zero

Mi sono avvicinata a questo personaggio in punta di piedi. Avevo dei sentimenti contrastanti quando ho letto il personaggio di Ilia, non sapevo come rendere vera la sua sofferenza e quel suo vivere sempre al buio. Già dal provino mi sono chiusa nella mia stanza per entrare nella sua emotività e nel suo modo di vedere le cose.

Sono arrivata ad un livello di concentrazione che non pensavo di avere“.

DI NAPOLI:Io, come Andrea, mi sono ritrovato ad avvicinarvi al personaggio con il fisico. Io interpreto Wiros, uno schiavo della città di Velia. Questa è una figura che solitamente è piegata a terra quindi ho cercato di rendere Wiros un po’ gobbo perché è un ragazzo che viene vessato, torturato. In questa serie attraverso il fisico si possono raccontare molte cose”.

Verità e naturalezza in un linguaggio sconosciuto, farla nostra e dare la sensazione al pubblico che questa è una lingua che noi parliamo dalla nascita. Questo mi rende più orgoglioso. Romulus mi ha insegnato a fare l’attore“.

LE INTERVISTE AL CAST SUL RED CARPET DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA

MATTEO ROVERE (showrunner)

ANDREA ARCANGELI (interprete di Yemos, principe di Alba)

MARIANNA FONTANA (interprete della sacerdotessa Ilia)

FRANCESCO DI NAPOLI (interprete di Wiros)

LE IMMAGINI DELLA SERIE

‘Romulus’ è una serie Sky Original prodotta da Sky, Cattleya – parte di ITV Studios – e Groenlandia. Le sceneggiature sono firmate da Filippo Gravino, Guido Iuculano e dallo stesso Rovere. La distribuzione internazionale e’ di ITV Studios

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