Smantellata una vasta organizzazione di IPTV e canali Telegram illegali, dediti alla pirateria audiovisiva

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ROMA – Con l’imponente operazione internazionale del 10 novembre, le forze dell’ordine di 19 paesi europei, coordinatesi mediante i meccanismi di cooperazione giudiziaria della rete comunitaria Eurojust, hanno disabilitato e sequestrato le piattaforme online, le attrezzature informatiche ed i conti Paypal dell’organizzazione criminale che gestiva centinaia di canali illegali per la fruizione abusiva di contenuti protetti dal diritto d’autore.

Sono oltre 5500 i siti di streaming illegale e 350 i canali Telegram oscurati, che venivano utilizzati per vendere abbonamenti a eventi sportivi, film, serie TV ed altri programmi, trafugati dalle principali Pay TV: centinaia di migliaia di utenti privi di scrupoli avevano stipulato e pagato, anche mediante criptovalute ed account su Paypal, abbonamenti illeciti a basso costo e con l’oscuramento si sono ritrovati a mani vuote.

Il sequestro a fini di confisca ha fruttato oltre 10 milioni di euro, centinaia di attrezzature informatiche ed altri beni; 23 gli indagati, decine i “reseller” che rivendevano agli utenti i contenuti pirata offerti dal network criminale. La GDF ha però acquisito anche la lista completa degli abbonati, che ora rischiano sanzioni e denunce. Sul comunicato stampa, la GDF riferisce  infatti che

“Le indagini sono state condotte mediante innovativi strumenti tecnologici tra i quali un sofisticato software di Intelligenza Artificiale per l’analisi dei Big Data; tali risorse software, oltre a permettere di individuare ogni membro dell’associazione indagata, hanno anche consentito di identificare l’intera rete dei re-sellers operanti nel territorio nazionale, nonché l’elenco completo dei dati identificativi degli illeciti utilizzatori in ambito mondiale”. 

L’utilizzo di tecnologie all’avanguardia sta facilitando l’individuazione e l’oscuramento di questi canali illeciti, che causano ogni anno danni notevoli al settore della produzione e distribuzione audiovisiva. Queste tecnologie rendono possibile però anche la tracciabilità dell’utenza e finalmente il fattore “certezza della pena” potrebbe dissuadere i consumatori meno responsabili ed attenti alle ragioni dell’etica, dal ricorso ai contenuti pirata. Resta, e resterà sempre, fondamentale aiutare i consumatori a capire i danni che la loro scelta produce sulle imprese, sui lavoratori, sulla collettività, sulla ricchezza della produzione culturale e di intrattenimento: è spesso per superficialità e poca conoscenza, infatti, che gli utenti dei canali illegali ritengono di realizzare un risparmio “senza danneggiare nessuno”. 

Adiconsum conduce su questo tema diverse campagne informative e si rivolge soprattutto ai giovani e giovanissimi consumatori: il prossimo 17 novembre il progetto “Peers2Peers Say No”, che ha raggiunto scuole in tutta Italia, premia i vincitori del concorso “Giornalisti in erba”, che hanno contribuito con il loro splendidi lavori alla creazione di messaggi di Peer Education, rivolti ai coetanei, contro la pirateria e la contraffazione. L’evento si terrà online alle ore 11 sui canali social di Adiconsum. 

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