Giornata contro la violenza sulle donne: ecco perché si celebra oggi

Questa data è stata voluta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per ricordare l’uccisione delle tre sorelle Mirabal
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ROMA – Si celebra oggi la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Questa ricorrenza è stata voluta
dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre del 1999. Da quel momento, governi, organizzazioni internazionali e ONG sono stati chiamati a organizzare, in questo giorno, attività e manifestazioni volte alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto al tema e a ricordare chi ha subito e subisce violenza, fornendo il dovuto supporto.

Nella risoluzione del ‘99 viene esplicitato che s’ intende per violenza contro le donne “qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata”.

La materia si inserisce nella più ampia questione dei diritti umani: la violenza contro le donne è un ostacolo al raggiungimento dell’uguaglianza, dello sviluppo e della pace. Inoltre, è evidente la necessità di adottare misure preventive per eliminare tutte le forme di discriminazione, soprattutto per le donne maggiormente vulnerabili (appartenenti a gruppi minoritari, indigeni, donne rifugiate, donne migranti, donne in comunità rurali o remote, donne indigenti, anziane, con disabilità, e donne che si trovano in situazioni di conflitto armato).

Questa Giornata dà anche inizio ai “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere”, precedenti alla Giornata mondiale dei diritti umani, che si tiene il 10 dicembre di ogni anno, promossi nel 1991 dal Center for Women’s Global Leadership (CWGL) e sostenuti dalle Nazioni Unite.

Giornata contro la violenza sulle donne: la storia delle sorelle Mirabal

La scelta della giornata del 25 novembre non è casuale: è stata selezionata in ricordo dell’uccisione delle tre sorelle Mirabal, Patria, Minerva e Maria Teresa. Le donne erano attiviste politiche insieme
ai mariti del ‘Movimento 14 giugno’, gruppo clandestino che si opponeva alla dittatura di Rafael Leónidas Trujillo. A causa del loro impegno militante, furono arrestate e incarcerate nel gennaio del 1960, ma solo per pochi mesi. Sorte diversa per i mariti, che continuarono il periodo di detenzione, a Puerta Plata. Il 25 novembre di quello stesso anno, le sorelle furono fermate dalla polizia mentre si recavano in auto,  a far visita ai mariti. Dopo essere state  condotte in una piantagione di canna da zucchero, luogo nascosto nelle vicinanze, furono prima stuprate, poi torturate, massacrate a colpi di bastone e infine strangolate. I militari di Trujillo rimisero i loro corpi in macchina e li gettarono in un precipizio, per simulare un incidente. Ma fu subito chiaro a tutti che erano state assassinate. Di qui, numerosi gli episodi di ribellione, fino ad arrivare alla fine del regime e alla morte del dittatore.

Un anno dopo, il 25 novembre 1981, ci fu il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, a Bogotà, in Colombia. In seguito a questo evento, il 25 novembre è stato riconosciuto in molti paesi come giorno per il ricordo e la denuncia del maltrattamento sulle donne e sulle bambine. La data è stata poi accolta dall’Onu con la risoluzione del dicembre del ‘99.

Tra le altre occasioni significative di questo periodo annoveriamo: il 29 novembre, Giornata internazionale dei difensori dei diritti umani delle donne, il 1° dicembre, Giornata mondiale contro l’AIDS e il 6 dicembre, anniversario del massacro del Politecnico di Montreal – quando 14
studentesse di ingegneria furono uccise da un venticinquenne che, disse, voleva “combattere il femminismo”.

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Autore: Sausan Khalil
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