La scuola al tempo del Covid e l’appello degli studenti: “Riaprire le scuole è una priorità”

La scuola al tempo del Covid e l’appello degli studenti: “Riaprire le scuole è una priorità”

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La voglia di tornare in classe è tanta con la consapevolezza che la “vera” scuola sia quella “in presenza”, in grado di tessere relazioni, di trasmettere emozioni e di farti sentire davvero “vivo”. Con il passare delle ore si fa più concreta la possibilità anche per i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado di poter tornare tra i banchi al più presto “Cercheremo di aprire le scuole prima di Natale”, ha assicurato la stessa Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che ha incontrato in queste ore i sindaci delle città metropolitane (da sole rappresentano un terzo della popolazione italiana). “Faremo il possibile per riaprire le scuole a dicembre”, ha fatto eco il Ministro della Salute, Roberto Speranza, mentre anche il Cts (Comitato tecnico scientifico) sembra voler andare nella stessa direzione. Nel frattempo, studentesse e studenti continuano il loro percorso formativo con la Didattica digitale integrata essendo coscienti di stare vivendo un anno molto delicato.

Che cosa pensano gli studenti della DDI?

Penso che la DDI sia l’unico strumento disponibile per tutelare gli studenti, le studentesse e le loro famiglie e al contempo garantire una continuità con l’anno scolastico – afferma Dario Di Sisto, Presidente della Consulta Provinciale di Campobasso (e Coordinatore regionale), studente dell’IIS “Pertini-Cuoco-Montini” Campobasso – Per quanto non sia minimamente paragonabile alla didattica in presenza e per quanto le modalità di costruzione di questo tipo di didattica possano essere migliorate, ad oggi rimane l’unico contatto che abbiamo con i docenti, i compagni di classe, l’ambiente scolastico in generale”. Per Carmen De Luca, presidente CPS di Isernia e studentessa dell’Istituto Omnicomprensivo “Giordano” di Venafro (Isernia): “Nel momento peculiare e difficile che stiamo vivendo penso che la Ddi rappresenti l’unica risposta ragionevole a nostra disposizione per garantire a tutti gli studenti l’indiscutibile diritto all’istruzione e sebbene a causa delle evidenti differenze strutturali non possa essere considerata alla stregua della didattica in presenza, la didattica a distanza si sta rivelando un utile strumento, per quanto temporaneo e migliorabile”. 

Anche Gianluigi Colameo, membro della CPS di Campobasso e studente dell’IIS “Alfano” di Termoli spiega come “nonostante tutte le critiche mosse alla DDI, bisogna inevitabilmente riconoscerle il merito di permettere, in una situazione come questa, di rispettare il diritto allo studio degli studenti. Senza di questa, infatti, gli studenti si sarebbero ritrovati a perdere mesi di scuola con conseguente di gran peso sui loro progetti di vita. Indubbiamente conserva degli aspetti negativi legati agli strumenti utilizzati e all’utilizzo degli stessi che sono però, a mio avviso, facilmente migliorabili”.

Che cosa pensano gli studenti sulla necessità di riaprire le scuole?

Nessun dubbio sulla necessità di riaprire le scuole, ma sempre garantendo la massima sicurezza come evidenzia lo studente Dario Di Sisto: “Personalmente penso sia una priorità e che sia giusto per il Ministero riconoscerla come tale. C’è anche un impellente bisogno di pensare alla salute degli studenti e delle studentesse, che non può essere messa in pericolo dal trasporto pubblico malfunzionante, da strutture non abbastanza spaziose o areate, da luoghi di lavoro che non rispettano le norme”. 

E’ di fondamentale importanza che vengano adoperate le più minuziose attenzioni per riaprire le

scuole in totale sicurezza, anche per non vanificare gli sforzi perpetuati negli ultimi mesi – dice Carmen De Lucabisogna lavorare per garantire luoghi spaziosi, pieno rispetto delle norme e soprattutto per migliorare le carenze dovute ai trasporti pubblici, che spesso mancano di organizzazione sistematica”.

La scuola non è solo studio, compiti e interrogazioni, ma è socialità e relazione. I nostri giovani costruiscono a scuola la loro identità e sviluppano il loro senso di appartenenza con se stessi e con il mondo. La mancata presenza a scuola per troppo tempo rischia di avere sui nostri ragazzi un impatto sulla loro produttività scolastica e sulla loro crescita emotiva ancora tutto da comprendere. 

Alla luce di tutto questo, come stanno vivendo gli studenti questi mesi di scuola?

Le difficoltà non si possono negare – ammette Dario Di SistoSpesso lo stress porta noi studenti a scontrarci con i docenti quando forse andrebbe accettato che è umano commettere errori, da parte di entrambi. Mi immagino la conclusione di quest’anno scolastico con una valutazione fatta di esami scritti, un colloquio orale realmente interdisciplinare dove poter sperimentare un percorso personale (che lo si voglia chiamare tesina o meno) per dimostrare le mie attitudini, il mio impegno e le mie capacità”. 

Anche Carmen De Luca punta sulla concretezza, forse per esorcizzare i timori e le paure del momento: “Personalmente, sto cercando di rivolgere i miei pensieri al percorso di studi in atto e al futuro percorso universitario, cercando di studiare sempre e con costanza. Di questi tempi non è semplice assumere prospettive positive, ma speriamo di concludere l’anno in maniera serena (magari in presenza) sostenendo un esame, che oltre ad essere proporzionato alle condizioni scolastiche che abbiamo affrontato fino ad ora, possa valorizzare il percorso umano, oltre che didattico, che ho maturato in questi anni”. 

Quest’anno scolastico lo sto vivendo in maniera discreta – si associa l’altro studente, Gianluigi Colameocon il timore, però, di arrivare all’esame di maturità meno preparato di quanto mi si possa richiedere, viste le circostanze. Il timore che hanno tutti i ragazzi nella mia stessa situazione è infatti quello di dover fronteggiare l’esame senza la sufficiente preparazione. E che per questa prova finale non si tenga conto delle fisiologiche lacune dovute alle restrizioni a cui siamo stati sottoposti. Temo che quest’anno si concluderà con un esame canonico per studenti “non canonici””.

Nell’attesa di poter tornare in classe e che questa pandemia possa finalmente cessare, resta fra gli studenti la grande consapevolezza che solo rispettando le regole si potranno limitare i contagi e le conseguenze peggiori. La scuola ha dimostrato sin dall’inizio di questa pandemia di essere il luogo più sicuro proprio per aver applicato alla lettera le regole igieniche e sanitarie in grado di contrastare il Covid-19. E gli studenti tengono a sottolineare anche il loro ammirevole impegno. 

Gli appelli al rispetto delle regole per affrontare la pandemia in corso

So che ci sentiamo tutti frustrati dal fatto di essere dipinti come irresponsabili – confessa Dario Di Sistomentre abbiamo passato mesi infernali chiusi in casa. Siamo consapevoli del fatto di non poter permettere che le nostre famiglie e le persone a cui teniamo vengano messe in pericolo. Ora cerchiamo di fare un ultimo sforzo per proteggere ancora tutti i soggetti più deboli che possono essere colpiti duramente da questo virus”. 

“Invito tutti gli studenti, le studentesse e in generale i giovani a proteggersi sempre – è l’appello di Carmen De Lucaper proteggere anche gli altri, e ad evitare comportamenti irresponsabili. Nonostante noi giovani veniamo spesso accusati, molte volte ingiustamente, di assumere comportamenti scorretti, rappresentiamo il futuro di questo Paese, e dunque dobbiamo prendere atto e coscienza della nostra influenza sociale, impegnandoci collettivamente per il rispetto delle norme e del prossimo”. 

Si associa anche Gianluigi Colameo: “Molto spesso, sui social, vedo foto e video di miei coetanei rinchiusi in macchina e passare così la serata, o magari riuniti a casa di qualcuno non curanti delle restrizioni e del semplice buon senso. Ragazzi, non anteponiamo al buon senso quelle che sono esigenze posticipabili”.

LE CONSULTE PROVINCIALI STUDENTESCHE

Sono l’organo istituzionale del Ministero dell’Istruzione per la rappresentanza studentesca. Esistono in tutte le regioni (una per provincia) e hanno un Coordinamento regionale. Ogni Consulta provinciale è composta da due studenti per ogni istituto superiore del territorio. Le Consulte si riuniscono periodicamente con i vertici del Ministero dell’Istruzione per confrontarsi su ogni argomento che riguardi le politiche scolastiche del Paese. L’ultima riunione con il Ministero si è svolta lo scorso 2 novembre. La mission delle Consulte è, dunque, la tutela e salvaguardia del diritto universale allo studio, al sapere e alla conoscenza. 

Anna Paola Sabatini
Direttore Ufficio Scolastico Regionale per il Molise
Docente Educazione degli adulti – UniLUMSA, Roma

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