Associazione Toponomastica Femminile, un video e un concorso per parlare agli studenti

Associazione Toponomastica Femminile, un video e un concorso per parlare agli studenti

Le attiviste: "Contro donne anche violenza culturale"
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MILANO – Un video, pensato per le scuole lodigiane e di tutto il territorio nazionale, che contiene le riflessioni di esperte e attiviste sui temi della violenza di genere, pubblicato dall’associazione ‘Toponomastica Femminile’ proprio in occasione della Giornata internazionale che è stata celebrata ieri.

Nei trenta minuti di interventi intervallati da immagini di repertorio e dati, si sono susseguite: Katia Menchetti, coordinatrice del movimento ‘Se Non Ora, Quando?’ Lodi; Marta Ferrari, responsabile del centro antiviolenza di Lodi; Maria Lovito, avvocata; Eliana Schiadà, segretaria generale della Camera del Lavoro di Lodi; Venera Tomarchio, consigliera di Parità provinciale di Lodi; Danila Baldo, referente lodigiana e vicepresidente nazionale dell’associazione ‘Toponomastica femminile’.

“La violenza non è solo fisica o psicologica, c’è anche quella culturale che è alla base delle altre manifestazioni più evidenti della violenza- spiega Danila Baldo di ‘Tf’– Pensiamo solo che su 100 intitolazioni di strade a figure maschili, solo 8 in media sono dedicate alle donne. Questa è una violenza anche più subdola. Perché le tante donne che hanno operato per il bene della società, in diversi ambiti, non sono adeguatamente riconosciute?- si chiede Baldo- Spesso, nella storia ufficiale, sono state dimenticate o considerate donne sbagliate”.

“Come le streghe, farmaciste del Medioevo, eppure mandate al rogo- prosegue Baldo- o Chiarina Orsini, levatrice di fine Ottocento, una figura importante per un’epoca in cui si partoriva in casa. Noi le abbiamo intitolato una via a Lodi, mentre Wikipedia non l’accetta perché di lei si sarebbe detto troppo poco. È così che la cultura ufficiale la dimentica. Ma, ancora, pensando all’oggi, quante infermerie vediamo nei nostri ospedali, talvolta in numero superiore ai maschi, eppure nelle task force troviamo solo uomini” commenta infine la docente lodigiana.

Da queste considerazioni, quindi, prende le mosse il concorso ‘Sulle vie della parità’, organizzato da ‘Tf’ e rivolto alle scuole superiori di tutta Italia. Una sezione è dedicata al giornalismo d’inchiesta e consiste in interviste e testimonianze, ricerca di fonti riservate e private, registri anagrafici e archivi fotografici, da cui far emergere la presenza o l’assenza delle donne nella memoria collettiva. Il fine è dare riconoscimento, in ambito locale, a figure femminili, attive nella cultura e nella vita cittadina, e proporre alle amministrazioni locali una loro intitolazione nei luoghi pubblici. 

L’ottava edizione del concorso ‘Sulle vie della parità’, indetto dall’associazione ‘Toponomastica femminile’, vede anche quest’anno la partecipazione diretta del Premio Calvino, della Società italiana delle storiche (SIS) e dell’Osservatorio di Genere, che bandisce per il quarto anno l’edizione regionale dedicata alle scuole di ogni ordine e grado della regione Marche. Si avvale, inoltre, per la prima volta, della collaborazione dell’Agenzia di stampa Dire e diregiovani.it, di ViWoP (Virginia Woolf Project) e della Rete nazionale Donne in Cammino. Per maggiori informazioni sul concorso, si può visitare il sito di ‘Tf”

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