Calabria, preside a Conte e Sprilì: "Noi vittime di dramma sanitario"

Calabria, preside a Conte e Sprilì: “Noi vittime di dramma sanitario”

Anna Maria De Luca (dirigente IC Fuscaldo): "Rientrare è una gioia, ma c'è preoccupazione"
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ROMA – “Presidente Conte, presidente Spirlì, Vi scrivo per esprimervi la mia più profonda preoccupazione. È vero che, da quanto risulta, ci sono pochi contagi nelle scuole calabresi: il problema, infatti, non è la scuola ma la sanità“. Così Anna Maria De Luca, la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Fuscaldo, nel cosentino si rivolge al premier e al governatore pro tempore della Calabria perché preoccupata dalla situazione sanitaria della regione, dramma di cui “la scuola è vittima” secondo la dirigente.

“Voglio uscire dalla retorica ‘la Calabria è/non è Italia’. Ci sono mille ragioni storiche, antropologiche, geografiche che rendono unico questo territorio, nel bene e nel male”. “Abbiamo seguito tutte le misure di sicurezza governative– prosegue la dirigente- abbiamo composto gruppi classe non numerosi, creato nuove aule, smontato la biblioteca e la mensa, abbiamo fatto di tutto per garantire il giusto distanziamento. Sappiamo bene che i bambini possono essere portatori asintomatici e già in diverse parti d’Italia si sono verificate, per paura dello stigma sociale, mancate comunicazioni di positività che hanno portato in ospedale i nonni. E se accadesse in Calabria? Io mi chiedo e vi chiedo, in modo concreto e razionale: se i contagi aumenteranno, come faranno gli ospedali calabresi a tamponare il colpo, come faranno i nostri medici, messi in ginocchio da decenni di malapolitica sanitaria, a curare la gente?”.

“A livello emotivo ed ideale– conclude- rientrare a scuola è indubbiamente una gioia per l’anima ed una importante positiva ricaduta per l’economia” quindi “sono anche io favorevole alla riapertura delle scuole, ma non nel contesto sanitario della Calabria”.

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