Bologna, studenti a scuola una volta a settimana: il liceo Minghetti è pronto

La dirigente: "Ragazzi sacrificati sull'altare dei trasporti"
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BOLOGNA – La dirigente del liceo ‘Minghetti’ di Bologna Roberta Fantinato non ha dubbi: “Ci dicessero quanti ragazzi si possono portare a scuola e noi ci organizziamo domani”. E, commentando, l’appello del direttore dell’istituto di Ortofonologia (Ido) e psicoterapeuta dell’età evolutiva Federico Bianchi di Castelbianco, che rivolgendosi alle istituzioni ha sottolineato la necessità di far frequentare la scuola agli studenti delle superiori almeno un giorno a settimana, afferma: “Io sono d’accordissimo ma anche di più. E se i trasporti, seriamente come noi chiediamo da quest’estate (perché è da quest’estate che forniamo dati), ci dicono che popolazione scolastica riescono a trasportare, noi ci organizziamo anche domani. Le scuole sono autonome e sono in grado di trovare delle soluzioni intelligenti confacenti ai vincoli che la politica ha voluto lasciare alla scuola- e aggiunge– Noi vogliamo gli studenti a scuola perché i ragazzi stanno soffrendo molto. Li stiamo sacrificando sull’altare dei trasporti. Almeno un giorno a settimana, al venticinque per cento, era una buona soluzione; almeno rimanevano agganciati”.

Il nodo cruciale secondo Fantinato è quello dei mezzi pubblici, nella cui riorganizzazione manca una visione innovativa. “Anche per i trasporti servono modalità innovative perché la situazione è straordinaria- puntualizza– abbiamo tutti pensato a delle soluzioni diverse. Sono state create le succursali all’interno della fiera, sono state aumentate le Mobike e le rastrelliere così che i ragazzi possano venire a scuola con le piste ciclabili finché il meteo lo consente. Così come ha fatto la città metropolitana con il polo fieristico, anche i trasporti dovrebbero pensare a una soluzione trasgressiva. Di fronte alle situazioni straordinarie le soluzioni devono essere innovative perché se ragioni con i vecchi parametri non ce la fai”. 

“Adesso vogliono farci scaglionare ulteriormente gli orari senza immaginare che i ragazzi non possono stare in giro una giornata intera per fare tre ore di lezione- si sfoga la preside– senza contare che più scaglioni più servono mezzi di trasporto: la scuola non è un giocattolo, che chiunque può pensare di prendere in mano senza sapere come funziona. Quando questo succede testimonia lo scarso rispetto che c’è verso di essa, che è stata l’unica istituzione a essere pronta. Paghiamo invece lo scotto di tutta la disorganizzazione altrui. Mentre la verità è che, se ci dicono quanti ragazzi riescono a trasportare noi domani li facciamo venire a scuola. Siamo pronti, abbiamo il personale, i docenti, è tutto pronto”.

 

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Autore: Redazione Diregiovani
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