Il rientro in classe dopo la quarantena: “La scuola diffonde la speranza ed è presidio di sicurezza”

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Quando in futuro guarderemo indietro pensando all’anno scolastico in corso ci verrà in mente la parola “emozione”. Ansie e timori dovuti alla paura della pandemia si fondono con la gioia e la felicità legate alla voglia irrefrenabile di tornare insieme e al valore delle relazioni e delle amicizie uniche e straordinarie che solo la scuola in presenza può dare. Perché i giovani a scuola ricostruiscono il loro senso di appartenenza e, anche se il digitale può offrire nuove forme di socialità virtuale, nessuna tecnologia potrà mai sostituire un abbraccio umano e il guardarsi dal vivo negli occhi, senza alcun filtro.

In questo periodo di pandemia da Covid-19, per la Comunità scolastica non può esserci emozione più grande che rientrare a scuola in presenza dopo giorni passati a casa. All’Istituto Comprensivo “San Giovanni Bosco” di Isernia (una delle scuole del Molise con il numero più alto di alunni iscritti) 800 studenti hanno trascorso le ultime due settimane lontano dalle aule a causa di alcune positività al Sars-cov-2. Ora la situazione è tornata alla normalità e i cancelli della scuola si sono aperti di nuovo agli alunni e ai loro insegnanti.

Da oggi la nostra scuola riprende vita. Tutti gli alunni sono finalmente tornati in classe – ha detto il dirigente scolastico, Giuseppe Posillico – per noi è una grandissima soddisfazione. Ho visto la felicità negli occhi dei nostri ragazzi e questo ci riempie il cuore di gioia”.

Da mesi le scuole sono pronte a gestire la pandemia al massimo della sicurezza grazie al gran lavoro svolto questa estate da tutta la comunità scolastica del Paese sotto la guida del Ministero dell’Istruzione.

La scuola è sicuramente il luogo più sicuro – ha aggiunto il dirigente scolastico Posillico – ma occorre che tutti facciano la loro parte come lo stiamo facendo noi, ognuno per le proprie competenze, seguendo le regole e i protocolli stabiliti. Sono certo che se tutti riusciamo a rispettare le regole in maniera chiara, saremo in grado di superare agevolmente questa situazione. Il mondo della scuola lo ha fatto e continuerà a farlo in maniera impeccabile. Dopo le difficoltà iniziali che hanno coinvolto anche il mio istituto, ora ci sentiamo più pronti ad affrontare le nuove sfide, sperando anche nella collaborazione efficace di tutte le autorità coinvolte nella gestione dell’emergenza”.

Per chi è stato costretto a restare a casa, la didattica a distanza (o didattica digitale integrata) è stata ed è la metodologia, ormai sempre più strutturata, in grado di far proseguire lo svolgimento delle lezioni e di mantenere il contatto tra studenti e tra studenti e docenti anche se solo a livello virtuale.

In caso di nuove emergenza – ha aggiunto il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “San Giovanni Bosco” di Isernia – siamo pronti a proseguire con efficacia tutte le attività con l’aiuto della didattica digitale integrata. Ogni studente è dotato di device e collegamenti ottimali”. 

Anche per Rita Galliano, docente della scuola primaria dell’Istituto “San Giovanni Bosco” di Isernia il rientro a scuola ha offerto “sensazioni bellissime e finalmente possiamo tornare a guardare negli occhi i nostri studenti. La scuola è la scuola della vicinanza. I nostri studenti vogliono essere rassicurati dalla nostra presenza. Per loro conta molto il rapporto con il docente. Oggi è un giorno da ricordare”. 

Gioia e felicità per il rientro in classe dopo la quarantena forzata sono le emozioni provate anche in altri istituti e i prossimi mesi vengono visti da dirigenti e docenti con qualche timore ma anche con tanta speranza.

Ho visto chiudere le classi del mio istituto e temevo che la situazione potesse peggiorare – ha confessato Antonello Venditti (omonimo del noto cantautore), dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Petrone” di Campobasso, con una popolazione scolastica di circa 100 alunni – Rivedere la scuola piena di ragazzi è una cosa insperata. Resta un po’ di timore, ma oggi siamo tutti davvero molto contenti di poter riaprire le porte ai nostri studenti e docenti. La scuola resta comunque il luogo più sicuro. E’ un ambiente in cui si mantengono le distanze, in cui i protocolli di sicurezza sono ormai collaudati e rodati e c’è un grande senso di responsabilità da parte di tutti. C’è grande rispetto delle regole perché si ha la consapevolezza che applicarle serve a proteggere tutti noi. Aggiungo, inoltre, che abbiamo potuto testare l’efficacia dei protocolli anche durante la gestione di qualche caso di positività”. 

Anche in questo caso, la didattica a distanza resta uno strumento molto utile.

La Didattica a distanza è ormai collaudata e sta funzionando senza problemi – ha spiegato Venditti – ed è stata garantita per tutte le classi rimaste a casa. Dobbiamo ringraziare il Ministero dell’Istruzione per l’aiuto che ci ha dato. Grazie alle risorse trasferite all’istituto, infatti, abbiamo potuto acquistare i device necessari da concedere alle famiglie e agli studenti che ne avevano necessità”. 

A quanto affermato dal dirigente scolastico fanno eco le parole di Giovanna Iosue, docente dell’infanzia dell’Istituto comprensivo “Petrone” di Campobasso:

Rientrare a scuola è stata una grande emozione. Per noi c’è stata anche la scoperta di osservare i nostri alunni ed apprezzare come abbiano acquisito “un nuovo vissuto”, una “nuova consapevolezza”, perché hanno capito di non essere rimasti a casa per trascorrere una vacanza. La cosa più importante, in questo momento storico, è ascoltare i nostri alunni. Noi lavoriamo da sempre sulla gestione delle emozioni ed è proprio grazie a questo lavoro pregresso che siamo stati agevolati nel rapporto con loro anche durante il periodo di Led (Legami educativi a distanza). Con il rientro a scuola continueremo a lavorare sulla gestione delle emozioni. I nostri alunni sono rientrati serenamente perché sanno di trovare un ambiente organizzato”. Restano, ovviamente, i timori per i prossimi mesi, ma anche e soprattutto una consapevolezza che contribuisce a dare forza a tutta la classe docente. “Alla luce di quanto sta accadendo – conclude, infatti, Giovanna Iosueemerge ancora di più il valore della scuola in quanto presidio educativo e sociale. In questo momento la scuola contribuisce a diffondere la speranza”.


Anna Paola SABATINI
Direttore Ufficio Scolastico Regionale per il Molise
Docente Educazione degli adulti – UniLUMSA, Roma


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Autore: Redazione Diregiovani
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