Buon giorno sono un’insegnante della scuola primaria…

Buongiorno, sono un’insegnante della scuola primaria. In classe 4ª ho un alunno che mi preoccupa un po’, oltre ad evidenti difficoltà di lettura e scrittura, comincia a manifestare anche altri problemi sia relazionali che paure varie (non vuole andare in bagno da solo, ha paura di sporcarsi, e molto ansioso quando facciamo delle verifiche sia scritte che orali). Noi insegnanti abbiamo comunicato ai genitori le difficoltà del bambino, ma non sembrano essere disposti a farlo seguire o aiutare a scuola, dicendo che a casa lui è tranquillo e che a loro non sembrano esserci problemi del figlio con altri bambini o nello studio. Personalmente come insegnante mi sento molto in difficoltà perché da una parte vorrei aiutarlo di più dall’altra sento che non posso fare nulla senza un consenso da parte dei genitori. Volevo condividere questo sfogo con altre maestre che come me probabilmente vivranno questa difficoltà di sentirsi con le mani legate nel loro lavoro. Grazie per lo sfogo!

Insegnante


Cara Insegnante,
confrontarsi con questo profondo senso di impotenza e frustrazione non è mai facile da gestire ed elaborare. Spesso, grazie all’esperienza sul campo, ci accorgiamo di sfumature comportamentali o emotive che non tutti riescono ad intercettare. Soprattutto per i genitori a volte può essere difficile metabolizzare l’idea che il figlio possa avere delle problematiche, altre volte è più facile delegare all’altro la difficoltà piuttosto che mettersi in gioco.   
Ma questo non deve essere un impedimento al suo lavoro, può continuare a monitorare questi comportamenti e valutare strategie diversificate che possano accogliere questo vissuto di agitazione ed ansia. Non è facile per i bambini gestire questa seconda ondata della pandemia, il ritorno a scuole, le regole, le distanze, i grandi limiti. E’ una richiesta importante che può destare grandi paure. Magari può continuare a fare un lavoro anche con tutto il gruppo-classe che possa approfondire i vissuti, le fantasie del momento. La condivisione è uno strumento prezioso.
Continui a fare un lavoro di èquipe anche con i suoi colleghi magari questo aiuterà anche lei a sentirsi meno sola nel gestire questa situazione.
Se all’interno della sua scuola ci sono dei progetto per il benessere psicologico può anche confrontarsi con una Psicologa e capire come poter meglio intervenire.
La figura dello psicologo scolastico potrebbe accogliere e mediare le richieste della scuola e del genitore. 
Un caro saluto! 

Autore: L'èquipe degli esperti
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