Wrongonyou e il viaggio verso Sanremo “con una nuova consapevolezza”

Mesi di scrittura, chili persi e un nuovo disco in arrivo. Il cantautore romano ci ha raccontato il periodo che ha preceduto l'esperienza di AmaSanremo
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ROMA – “Una scelta comune arrivata un po’ per caso ma non troppo”. La descrive così Wrongonyou l’avventura che lo ha portato tra i talenti in gara ad AmaSanremo e che giovedì 17 dicembre lo vedrà sul palco del Teatro al Casinò di Sanremo per la finalissima della sezione Giovani.

Il cantautore, al secolo Marco Zitelli, partecipa con ‘Lezioni di volo’, il singolo scritto e prodotto insieme ad Adel Al Kassem e Riccardo Scirè, disponibile su tutte le piattaforme per Carosello Records (l’etichetta che negli anni è stata al fianco di artisti come Coez, Diodato e Ghemon).

Il brano di Wrongonyou è nato durante i mesi di lockdown ma non propriamente per il festival, come ha raccontato lui stesso a Diregiovani:

“C’era più di un pezzo che piaceva ma per quanto riguarda me ero certo della scelta, anche se non l’ho scritto pensando ‘faccio una canzone per andare a Sanremo’. L’ho scritto di getto e in modo spontaneo, è uscito così. Un altro papabile- ha rivelato- poteva essere ‘Vertigini’, che uscirà più avanti”.

A un passo dalla kermesse, il festival sarebbe per Marco quasi un sogno:

“Non avevo mai detto (alla casa discografica, ndr.) di voler andare a Sanremo- ha raccontato- ma dentro di me dicevo: ‘Speriamo che mi mandino quest’anno’. Dicevo al mio produttore: ‘Mettiamo già i violini perché voglio andare a Sanremo con questo pezzo’. Ho messo in moto un’energia che piano piano mi ci ha portato, ora manca l’ultimo passetto per arrivare sul palco dell’Ariston”.

Con quattro dieci ricevuti dalla giuria di AmaSanremo – Morgan, Luca Barbarossa, Piero Pelù e Beatrice Venezi – Wrongonyou è stato l’unico dei finalisti del programma a ottenere un punteggio così alto. Nonostante le aspettative ora siano alte, il cantautore romano cerca di guardare a questa esperienza in prospettiva:

“Non la vedo come un inizio, né come una fine, né come se tutta la vita dipenda da questa cosa. Semplicemente dopo due anni, se non tre o quattro, di esser stato sempre in giro a suonare per il mondo – in Texas, in Francia, ai festival – ho detto: ‘Visto che ho iniziato a cantare in italiano perché mi andava, facciamo pure questo percorso’. La mia voglia era questa. Mi è stato proposto e non me lo sono fatto ripetere due volte e mi ci sono buttato”.

Wrongonyou arriva a Sanremo Giovani dopo un anno di cambiamenti, che lo hanno visto stravolgere la sua produzione e passare dall’inglese all’italiano.

A ottobre 2019, Marco ha, infatti, seguito il consiglio dell’autore e ormai amico Zibba e ha debuttato con il suo primo disco in lingua madre, ‘Milano parla piano’.

Un lavoro acclamato anche dalla critica, come hanno dimostrato i commenti della giuria di AmaSanremo, ma che è stato solo l’inizio di un processo più ampio:

“Non facevo altro che scrivere una canzone e chiamare Zibba. Gli chiedevo di darmi una mano a chiudere il brano. Ora è diventato: ‘Senti un po’ questo pezzo, ti piace?’. Facevo come un bimbo alle giostre, non mollavo mai la mano”. Nell’ultimo anno, Wrongonyou ha sentito “di aver preso più consapevolezza di quello che ho bisogno a livello artistico e l’ho portato avanti”.

E la quarantena, in questo lavoro su se stesso, ha di certo giovato: 

Ho avuto modo di riflettere e capire cosa volevo. Ho guardato al passato, alle cose che sono state fatte. Mi sono risentito bene tutto Milano parla piano, anche perché quello era stato un periodo molto frenetico. Sono andato a studiare bene come cantare in italiano perché c’era stata la transizione. Mi sono dedicato anche al mio corpo, ho perso quasi 20 chili e fortunatamente non ho avuto nessun blocco dello scrittore. Mi si è aperta la penna e ho scritto tutto il disco nei primi mesi di lockdown e adesso lo sto finendo di produrre”.

Nei prossimi mesi, quindi, Wrongonyou pubblicherà il suo nuovo album. Prima, però, c’è da superare lo scoglio di Sanremo Giovani. L’appuntamento è per la prima serata del 17 dicembre su Rai 1. 

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Autore: Giusy Mercadante
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