Mace a Maker Faire: “La tecnologia cambierà il modo di scrivere hit”

Il producer racconta le ultime frontiere del lavoro in studio

13 Dicembre 2020

ROMA – Ha iniziato a cavallo tra gli Anni 90 e 2000 e ora è uno dei produttori più influenti della scena attuale. Mace si è guadagnato un posto d’onore nella creazione delle hit più ascoltate, facendo da regia ad artisti come Fabri Fibra, Guè Pequeno, Marracash, Salmo e Gemitaiz.

Dall’inizio della sua carriera con il rapper Jack The Smocker, però, le cose sono decisamente cambiate e l’avvento dei computer ha stravolto il lavoro in studio. Lo ha spiegato lui stesso a Maker Faire, il festival di innovazione e tecnologia più grande d’Europa in programma fino a stasera. In un’edizione completamente online per il perdurare dell’emergenza Coronavirus, la musica diventa argomento di discussione, oggi più che mai legata al digitale.

A tal proposito, Mace racconta un aneddoto che spiega bene come si stanno muovendo le cose:

“Io mi sono reso conto di come poteva andare questa cosa nel 2012, ero ancora in Giappone, un paese dove le novità le percepisci prima. Ho scoperto dell’esistenza di questa Hatsune Miku, la popstar virtuale che riempiva i palazzetti. La gente- ricorda il produttore, al secolo Simone Benussi- andava a vedere i concerti in cui appariva come un ologramma, la voce era sintetizzata con il vocaloid, però le canzoni erano ancora scritte dagli esseri umani. I ragazzini si immedesimavano in questa popstar tanto quanto noi ci immedesimavamo in qualsiasi artista della nostra epoca. Mi sono detto: questo è il primo passo verso la ‘distopia’ musicale”.

Nella creazione di hit questa realtà quasi futuristica avrà presto il suo effetto secondo Mace:

“Il prossimo passo potrebbe essere quello in cui i computer non solo eseguiranno i brani ma saranno loro scrivere un milione di canzoni al secondo. L’essere umano sarà solo il filtro finale che sceglie quello che gli piace di più”.

Gli effetti speciali della tecnologia “saranno un grande sconvolgimento nella musica perché si avrà la capacità di creare un miliardo di robe nuove”. Una prospettiva che “per come concepisco la musica mi leva tutto il fascino” ma che sarà inevitabile.

Per Mace “ben venga la tecnologia” nelle produzioni ma usata solo per valorizzare le proprie creazioni.

“Io uso ancora tanti sample- spiega il produttore- soprattutto quelli tratti dai dischi vecchi. Spesso e volentieri cerco di manipolare o togliere quei suoni. Il 90% delle mie idee vengono da rielaborazioni di altre idee e non è sempre che un beat trap mi faccia venire in mente un altro beat trap. Il modo in cui rielaboro è sempre decontestualizzato dall’idea iniziale”.

Nei prossimi anni, quindi, la parola d’ordine sarà coesistenza perché “sicuramente non si abbandonerà la musica fatta con la chitarra, il basso e la batteria”.

2020-12-13T00:12:13+01:00