La Tana, ecco perché dobbiamo dedicarci 7 minuti per guardare il corto Disney e Pixar

Lo short movie di Madeline Sharafian debutta il 25 dicembre su Disney+
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ROMA – L’animazione è forse quello che ci vuole in questo Natale diverso dagli altri. In queste festività natalizie dettate dal Covid, che ci ha un po’ costretto a mettere in stand-by la nostra ‘macchina dei sogni’. In nostro soccorso, il 25 dicembre su Disney+, non verrà soltanto Pete Docter con il film animato Soul ma anche Madeline Sharafian (nel team creativo del dolcissimo ‘Coco’) con Burrow (La Tana, questo il titolo in italiano): il tenerissimo cortometraggio animato in 2D, che fa parte del progetto ‘SparkShort’ targato Pixar Animation Studios, dedicato alle storie basate su esperienze personali, come nel caso di Float.

Prodotto da Mike Capbarat, lo short movie avrebbe dovuto accompagnare l’uscita di Soul in sala, ma con il perdurare dell’emergenza sanitaria e la conseguente chiusura dei cinema la Disney ha deciso di far debuttare entrambe le storie animate sulla sua piattaforma.

Ecco perché a Natale dobbiamo dedicarci 7 minuti per accendere Disney+ e guardare Burrow

LA STORIA

Il nuovo cortometraggio Disney e Pixar segue una giovane e timida coniglietta, che ha un grande sogno: costruire la tana dei suoi sogni. Così un giorno si imbarca in un viaggio per scavare la ‘casa’ desiderata, nonostante non abbia la minima idea di cosa stia facendo. Piuttosto che rivelare ai suoi vicini le sue imperfezioni, si caccia sempre di più nei guai. Dopo aver toccato il fondo, impara che non c’è da vergognarsi a chiedere aiuto.

LA TANA, PERCHÈ PROPRIO UN CONIGLIO?

‘Rabbit’ (coniglio, ndr) era in realtà il mio soprannome da bambina“, ha ricordato la Sharafian, durante la conferenza stampa del corto sulla piattaforma Zoom.Io sono cresciuta vicino a un parco nazionale e nella mia mente è sempre rimasta l’immagine dei conigli selvaggi sui sentieri. Inoltre – ha continuato la regista – sono ossessionata dai cutaway e dai film di Wes Anderson. E così ho mescolato tutti questi elementi  in un corto animato. Senza dimenticare che l’essere in una tana e sentirsi isolati avrebbe funzionato bene come metafora del periodo che stiamo vivendo ora“. 

LA TANA, DA UN BUDGET LIMITATO È NATA UNA STORIA INFINITAMENTE IRRESISTIBILE

Sei mesi e un budget limitato. Questa la prova che Madeline Sharafian e l’intero team, che ha lavorato al progetto, hanno superato a pieni voti. “Non abbiamo avuto molto tempo e questo non ci ha permesso di poter lavorare a lungo sulle tavole. Ma credo che il risultato sia un lavoro spontaneo e divertente“, ha raccontato Madeline.

Non solo la storia ma anche la grafica è irresistibile perché sembra che i personaggi e le ambientazioni siano stati disegnati a mano e questo permette allo spettatore di entrare più in empatia con la narrazione. Senza dimenticare che a primo impatto ricordano molto i disegni di alcuni illustratori del nostro immaginario come Beatrix Potter. Il tutto accompagnato da una colonna sonora firmata da Mozart: “È colpa di mio padre, lui lo ascoltava in continuazione“, ha raccontato la regista. 

LA TANA, AFFIDARSI AGLI ALTRI NON È POI COSÌ MALE…

Non è mai facile affidarsi agli altri, forse per vergogna o forse per convincere se stessi che possiamo farcela con le nostre forze. Ma in alcune situazioni l’aiuto degli altri è fondamentale, come nel caso della coniglietta protagonista de La Tana. Una storia ispirata all’esperienza personale di Madeline Sharafian che, durante la conferenza, ha raccontato la sua difficoltà di affidarsi alle persone o ai colleghi di lavoro. “Mentre lavoro non sono il tipo di persona che va da un collega a chiedere un parere. Lavoro fino a tardi piuttosto che chiedere una mano. Ed è stupido perché così potrei migliorare la relazione con i miei colleghi e, al tempo stesso, dormire di più. In questo senso, sto cercando di imparare dal mio stesso cortometraggio“. Questa è una grande lezione da una giovane regista che, attraverso questo corto, ci dà un’occasione per farci sentire ‘fantastici’ e farci ‘volare’ con l’immaginazione. “Mi sono sentita una persona cambiata dopo aver visto ‘Spirited Away’ di Miyazaki e ‘Monsters, Inc.’ di Pete Docter. È allora che mi sono prefissata l’obiettivo di lavorare nell’animazione“, ha concluso la Sharafian. 

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Autore: Lucrezia Leombruni
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