Omar Sy, un ladro gentiluomo che vi ruberà il cuore

La prima parte della serie in cinque episodi è disponibile da oggi su Netflix. Leggi la nostra recensione
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ROMA –  “Arsenio Lupin è un uomo dai molti talenti. È maestro del travestimento, può cambiare identità in un istante ed ha un’infinità di nomi. Niente può ostacolare i suoi piani. Il suo più grande talento è di essere un passo in avanti. È un ‘lupo solitario’, che a volte chiama i suoi amici dalla lealtà incrollabile. Lupin è più di un libro. È la mia eredità, il mio metodo, la mia strada“. Questo il ritratto di Lupin fatto da Assane Diop, il personaggio interpretato dal carismatico ed irresistibile Omar Sy, che ci ha già conquistato grazie al film ‘Quasi amici‘. Lui è il protagonista della serie francese Lupin, disponibile da oggi, 8 gennaio, su Netflix con la prima parte in cinque episodi che ha come sottotitolo ‘Sulle orme di Arsenio‘. 

Il celebre ladro gentiluomo, personaggio creato da Maurice Marie Émile Leblanc, è l’eredità di Assane. Lui non è Lupin. Lui è un uomo che ha fatto della ricerca della verità la sua ragione di vita e che si ispira allo stile del ‘lupo solitario’, raccontando una storia tutta nuova, che intrattiene, diverte e si lascia godere tutta d’un fiato: non solo per la straordinaria bravura di Omar Sy ma anche per i colpi di scena, le scene d’azione, le ambientazioni e il ritmo della serie creata da George Kay in collaborazione con François Uzan e diretta da Louis Leterrier (episodi 1, 2 e 3) e Marcela Said (episodi 4 e 5).

I creatori della serie, Kay e Uzan, hanno avuto la capacità di prendere un mito, senza profanarlo, e renderlo contemporaneo e, soprattutto, renderlo uno di noi. Assane, infatti, non è uno di quei personaggi che hanno l’aurea dell’inarrivabile. E non è nemmeno una macchietta. È un uomo normale (dall’incredibile intelligenza) che, come tanti, combatte per la giustizia e la libertà, nonostante i suoi metodi seppur gentili siano illegali. 

UN LADRO DAL CUORE BUONO ALLA RICERCA DELLA VERITÀ

Ormai i ladri e Netflix hanno una relazione stabile e fortunatissima. Lo abbiamo visto con il grande successo, per esempio, di ‘Prison Break‘ e de ‘La casa di carta‘. Due serie animate da ladri che compiono gesta che vanno oltre la legalità per una giusta causa secondo i protagonisti. E questo vale anche per Assane Diop: un figlio privato del padre a causa di un’ingiustizia, un uomo semplice, intelligente, affascinante, carismatico, un papà dolce (ma poco presente a causa del suo ‘singolare’ lavoro), un amico leale e un ladro gentiluomo, che racchiude in sé genio e sregolatezza. 

La storia, accompagnata da flashback che raccontano il doloroso passato di Assane e che si amalgamano perfettamente con il presente del racconto, parte dal protagonista nei panni di un addetto alle pulizie del Louvre. Il suo obiettivo, sia chiaro, non è di certo lustrare da cima a fondo il museo di Parigi per i visitatori proveniente da tutto il mondo.

L’adolescenza del nostro ‘Lupin moderno’ è stata sconvolta quando suo padre è morto dopo essere stato accusato di un crimine che non aveva commesso. Venticinque anni dopo, Assane usa il libro ‘Arsène Lupin, ladro gentiluomo’, lasciatogli in eredità dal papà, come ispirazione per vendicarlo. 

Nel mirino di Diop c’è la famiglia Pellegrini, per la quale il padre ha lavorato come autista durante l’adolescenza di Assane fino alla morte in carcere. Una famiglia che non si è fatta scrupoli ad accusare il loro autista di un crimine per coprire i loro ‘sporchi affari’.

Il protagonista, ormai uomo, organizza così un piano curato nei minimi dettagli per rubare un pregiatissimo collier di diamanti, esposto al Louvre, di proprietà dei Pellegrini. Quando il gioiello prezioso viene messo all’asta per beneficenza, Assane con l’aiuto di tre criminali di quartiere e travestimenti ad hoc tenta l’impossibile per rubare la collana e punire così la famiglia che gli ha ‘strappato’ il padre senza pietà e per provare la sua innocenza. 

È impossibile non farsi rubare il cuore da Assane, dal suo fascino e dalla sua disarmante gentilezza. Nonostante i mezzi che usa siano discutibili, il protagonista ha un’anima buona e questo viene mostrato anche grazie al rapporto che instaura con il figlio. Lui non è di certo un eroe ma un personaggio che, per come è stato costruito, trasmette positività e per il quale si prova profonda empatia e simpatia. 

PERCHÉ VEDERE LUPIN?

Lupin è un’esplosione di intrattenimento: è una storia divertente, leggera ma non superficiale, raccontata da interpreti convincenti (primo fra tutti Omar Sy) e animata da colpi di scena e azione (in particolar modo nella scena della rapina iniziale e nel finale). Della storia fanno parte anche famiglia, amore, tradimento, amicizia, ingiustizie, corruzione e razzismo. Tematiche toccate piano ma che riescono ad emergere e a far riflettere senza ‘smosciare’ o appesantire l’armonia, il ritmo e l’action del racconto. 

IL POSTER UFFICIALE 

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Autore: Lucrezia Leombruni
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