Scuola, l'appello del liceo Carducci di Milano per riaprirla: "Dad non più sostenibile"

Scuola, l’appello del liceo Carducci di Milano per riaprirla: “Dad non più sostenibile”

Studenti e docenti inviano una lettera alle istituzioni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

MILNO – La pandemia ha stravolto il mondo dell’Istruzione, offrendo però anche nuove possibilità di crescita e dialogo. Al liceo ‘Carducci’ di Milano, studenti e docenti si sono ritrovati insieme per sostenere l’apertura delle scuole superiori e individuare nuove soluzioni per tornare a frequentare in classe, in sicurezza. In una lettera inviata al governo, alla Regione Lombardia, alla prefettura di Milano e alla Città Metropolitana, l’istituto sottolinea i ritardi delle istituzioni e chiede dati aggiornati sull’afflusso dei giovani sui mezzi di trasporto pubblici.

“Tenendo conto dei dati pubblicati dal Corriere della Sera a dicembre 2020, con fonti Comune di Milano e Politecnico, gli studenti delle superiori già da ottobre 2020 costituiscono una parte significativa dei flussi pendolari, ma molto lontana dall’essere maggioritaria- si legge nella lettera- Se i dati che giustificano la scelta della chiusura delle scuole motivandola con il sovraccarico dei mezzi pubblici – e non la chiusura o lo smart working di altri settori- sono diversi, devono essere resi disponibili”.

Più chiarezza, quindi, sulle ragioni che ancora costringono gli studenti a seguire la Didattica a distanza, anche perché “sta diventando sempre meno sostenibile”, scrivono alunni e professori. “Cominciano già ad esserci i primi studi sull’aumento di casi di depressione o altri disturbi psichici, in Italia e nel mondo, in relazione alla pandemia: una situazione che riguarda gli studenti in prima persona”. Insonnia, solitudine, ansia. Stati d’animo comuni ora tra i giovani studenti italiani e anche tra quelli del liceo ‘Carducci’.

La didattica a distanza, quindi, per la popolazione scolastica del liceo milanese non può essere la soluzione. Tra divari tecnologici e case troppo piccole per permettere agli alunni di concentrarsi, le lezioni in streaming stanno portando ad un aumento della dispersione scolastica, “soprattutto fra gli studenti di origine straniera o provenienti da famiglie che non hanno potuto motivarli allo studio”, si legge ancora nella lettera. Per questo studenti e docenti chiedono un costante monitoraggio dei flussi pendolari; il potenziamento dei mezzi pubblici; linee guida più chiare e una semplificazione dei processi di tracciamento e raccolta dei dati; la messa a disposizione di dati certi e disaggregati; un piano per lo meno a media scadenza, ma certo; l’introduzione di uno sportello psicologico in tutte le scuole; indicazioni chiare e tempestive (entro gennaio) sulle modalità e i contenuti dell’esame di Stato.

Tra le richieste a lungo termine, anche l’introduzione di un tetto al numero di studenti per classe e l’assunzione dei lavoratori precari della scuola. “Vogliamo che la scuola torni al centro del dibattito pubblico in quanto luogo di formazione, crescita e socialità fondamentale per tutti i suoi studenti e studentesse”, concludono i rappresentanti degli studenti nella lettera sottoscritta anche da circa quaranta insegnanti.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it