Scuola, i docenti del Majorana di Roma evidenziano i nodi da sciogliere per il ritorno

In una lettera le richieste dei professori: vaccini e test molecolari
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ROMA – Dopo mesi di lavoro sull’organizzazione dell’orario, sugli ingressi scaglionati e la redistribuzione degli spazi, i docenti non vogliono sentire parlare di portare la settimana scolastica a sei giorni, e in una lettera chiedono “la massima autonomia possibile” nel definire la ripresa delle lezioni in presenza.

A firmarla i professori del liceo ‘Ettore Majorana’ di Roma, che ricordando tutti gli sforzi intrapresi dal corpo docente e dal personale scolastico, ritengono “illogica e irragionevole a tutti la richiesta di strutturare la settimana scolastica su 6 giorni, pur prevedendo 5 giorni di frequenza per ciascuna classe, sempre nel tentativo di evitare l’affollamento sui mezzi di trasporto, ma senza tenere in considerazione tutti i lavoratori costretti ad operare su più sedi, in diversi territori e con diverse organizzazioni”.

Dopo aver ribadito la massima disponibilità a collaborare, com’è già stato fatto, i docenti chiedono quindi alle istituzioni di “definire la ripresa delle lezioni in presenza in base alle specifiche caratteristiche del nostro bacino d’utenza”. Il prolungamento della settimana, infatti, secondo il corpo docente non permetterebbe ai ragazzi di svolgere le attività di Pcto e agli insegnanti di svolgere le riunioni degli organi collegiali.

Nella lettera, firmata da circa cento docenti del liceo romano, vengono anche chieste la calendarizzazione della campagna vaccinale per il personale scolastico, e in particolare per i lavoratori fragili, e una corsia preferenziale dedicata alla popolazione scolastica per la rapida effettuazione di tamponi molecolari.

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Autore: Redazione Diregiovani
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