Scuola, in Italia un minore su quattro a rischio dispersione

Scuola, in Italia un minore su quattro a rischio dispersione

Al Sud un bambino su tre rischia di abbandonare gli studi. Sono i numeri emersi da un'indagine svolta dalla Comunità di Sant'Egidio
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ROMA – A settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico, il 4% dei minori non è tornato in classe e più del 20% ha accumulato un numero eccessivo di assenze. Percentuali che hanno fatto registrare un aumento della dispersione scolastica in Italia, già prima del Covid stimata al 13,5%, il dato più alto in tutta Europa. Sono i numeri emersi da un’indagine svolta dalla Comunità di Sant’Egidio e presentata questa mattina a Roma nel corso della conferenza stampa ‘C’è bisogno di scuola’.

Secondo l’inchiesta, sviluppata su 23 città italiane in 12 regioni, per un totale di circa 2800 minori, 1 bambino su 4 è a rischio dispersione scolastica. Al sud, la situazione è ancora più grave: 1 bambino su 3 rischia di abbandonare gli studi. L’indagine si è svolta su bambini delle scuole elementari e medie nelle periferie delle grandi città, dove sono attive le ‘scuole della pace’, centri che la Comunità di Sant’Egidio ha creato per offrire assistenza educativa ai più vulnerabili.

“Il Covid ha peggiorato una situazione già grave– ha commentato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio- l’Italia è il Paese Ocse che ha chiuso le scuole più a lungo, e proprio la riduzione delle ore legata all’emergenza Covid ha portato ad un’accelerazione delle disuguaglianze”. I dati elaborati, spiega l’economista Stefano Orlando, sono già sottostimati perché raccolti all’interno delle scuole della pace, dove i minori hanno comunque ricevuto un’assistenza e un supporto (dotazione di pc e tablet per seguire la Didattica a distanza).

“Vorremmo evitare che i bambini, soprattutto i più vulnerabili, siano dimenticati”, ha sottolineato Impagliazzo. Per questo la Comunità ha presentato 10 proposte per colmare subito le ricadute educative e formative degli studenti. Recuperare le ore perse; prolungare l’anno scolastico fino a giugno-luglio; anticipare l’inizio dell’anno al primo di settembre e migliorare le azioni di recupero per bambini che rischiano l’abbandono. Queste alcune delle proposte lette dal presidente della Comunità, a cui si aggiunge la richiesta di stabilizzare le iscrizioni scolastiche oltre il limite del 25 gennaio; recuperare le carenze censite e introdurre la figura del ‘facilitatore’ per “andare a prendere i bambini per strada e portarli a scuola”.

Al nono punto la Comunità ha inserito l’obbligo della scuola materna, al decimo l’utilizzo delle scuole come luoghi per diffondere informazioni sui rischi del contagio. “Dobbiamo fare il possibile per dare voce a chi non ne ha ed evitare che il bambino sia un cittadino dimenticato”, ha concluso Impagliazzo.

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Autore: Redazione Diregiovani
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