Scuola, al via l’ottava edizione di Nerd? (Non è Roba per Donne?)

Intervista a Floriana Filomena Ferrara, creatrice del progetto
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ROMA – ‘Nerd? (Non è Roba per Donne?)’ è il progetto firmato IBM, in collaborazione con il dipartimento di Informatica della Sapienza di Roma, che quest’anno giunge alla sua ottava edizione. Si tratta di un’iniziativa rivolta alle ragazze delle superiori ed ha l’obiettivo di avvicinarle allo studio delle discipline scientifico-tecnologiche ed, in particolare, all’informatica. A parlarne in un’intervista all’agenzia di stampa Dire, Floriana Filomena Ferrara, creatrice del progetto e Corporate Social Responsability Leader di IBM Italia.

“L’informatica– afferma- è creatività e passione. È una disciplina creativa e l’informatico è l’artista moderno. Come lo scrittore necessita di un foglio bianco per potersi esprimere ed il pittore della tela per realizzare la sua opera d’arte, l’informatico ha bisogno del monitor e di una schermata bianca per programmare. Secondo stereotipi radicati nel tempo, l’informatica viene vista come prerogativa del mondo maschile. Le ragazze stesse pensano che non faccia per loro, invece è proprio roba per donne”.

Ferrara sottolinea come studiare informatica, significhi prepararsi al lavoro del domani:

“Tutte le professioni saranno supportate dal digitale e dalla tecnologia ed avere una preparazione di informatica sin dall’adolescenza, significa gettare le basi per il proprio futuro”.

Da Alessandria a Bari, da Bologna a Camerino, da Milano a Napoli, passando per altre città italiane, sono 16 quest’anno le università italiane coinvolte nell’iniziativa. Le giovanissime partecipanti seguono incontri formativi e laboratori online, per apprendere in modo semplice e divertente a progettare e programmare:

“Durante gli incontri in presenza– prosegue Floriana Filomena Ferrara- scherziamo tantissimo insieme, ma ci stiamo riuscendo anche da remoto. Vediamo le ragazze sorridere. Quest’anno sono 5mila le iscritte, spieghiamo loro come realizzare una chatbot, un’assistente virtuale. Diamo loro le competenze, lo skill per potere istruire un’intelligenza artificiale e lasciando carta bianca alla loro creatività, alle loro passioni. Scoprono che, tramite la tecnologia, possono lavorare su quelli che sono i loro interessi, mettendo in gioco anche le emozioni”.

Dopo gli incontri online, le studentesse hanno un mese di tempo per realizzare il proprio progetto:

“Lavorano in piccoli gruppi- spiega Ferrara– facendo squadra e collaborando insieme. Una volta consegnati, i progetti vengono analizzati ed i migliori vengono premiati con tre giorni di full-immersion nelle sedi IBM, sparse per tutto il territorio nazionale. I risultati sono strepitosi- conclude- le ragazze hanno l’opportunità di scoprire i loro talenti e, dalla prima edizione del progetto, nato in stretta collaborazione con la professoressa Paola Velardi della Sapienza, sono sempre più numerose ad intraprendere gli studi informatici”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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