Vivere in coppia ma ognuno a casa sua...

Vivere in coppia ma ognuno a casa sua

LAT è l’ acronimo che sta per “Living Apart Together” ovvero “vivere insieme ma ognuno a casa propria”.
Si tratta di un nuovo fenomeno, un modo nuovo di “fare coppia” nato in Nord Europa e che ha già raggiunto le nostre latitudini. Le percentuali più alte le troviamo infatti in Scandinavia, ma il fenomeno è molto presente anche se con livelli più bassi in Francia e Olanda e sembra essere in crescita nell’Europa del sud e dell’est.

Le coppie LAT, anche conosciute come coppie del week-end, coppie a coabitazione intermittente, amori pendolari e relazioni non residenziali, sono coppie stabili e durature che però decidono di evitare la convivenza.
La psicoterapeuta Marina Pisetzky ha dichiarato che questo modo di stare insieme sembra un vero e proprio antidoto alla “pesantezza” della convivenza, un modo che permette più facilmente di mantenere i propri interessi ed aiuta la passione, perché “il desiderio cresce con la distanza”.
Di certo, continua la psicologa, esistono anche diversi lati negativi, come sentirsi soli quando si avrebbe bisogno dell’altro, la tendenza a rimanere dei “Peter Pan”, oppure, quando la scelta è dettata da distanza o da delusioni precedenti, un limite alla crescita del rapporto.

Fino a poco tempo fa, questo tipo di relazione era impensabile perchè vivere insieme era considerato il punto di svolta nel consolidamento di un rapporto di coppia.
Ma qualcosa, nella società di oggi sembra essere profondamente cambiato: da una parte le persone sempre di più credono che l’amore debba fondarsi sul desiderio reciproco, dall’altra hanno un attaccamento maggiore al proprio spazio e alla propria autonomia, spesso conquistati tardi o a fatica e puntano molto sul proprio sviluppo personale.

Anche il timore di una delusione e la paura di dovere ricominciare sembrano legati alla scelta di non rinunciare alla propria casa, in quanto si pensa che l’eventuale fine di una relazione così gestita, sarà meno traumatica.
Quello che accomuna le coppie LAT appare essere il desiderio di creare un nuovo modo di stare insieme, fatto su misura, lontano dai modelli standard e dai condizionamenti, per evitare vecchi schemi familiari che hanno portato a sofferenze o fallimenti, o nei quali non ci si rispecchia.

Andando a scavare un po’ più in profondità, potrebbe però anche esserci la difficoltà di assumersi delle responsabilità e una forte paura di entrare in intimità.
Sicuramente, come suggerisce la psicoterapeuta Cristina Lanza, questa scelta richiede apertura mentale e, soprattutto, una condivisione della scelta stessa, affinché per nessuno dei due si trasformi in motivo di sofferenza.

Il “dilemma del porcospino”, ideato dal filosofo tedesco Arthur Schopenhauer ,sembra davvero calzare a pennello in questa situazione, perchè mette in luce un concetto tanto delicato: tanto più due esseri si avvicinano tra loro, tanto più probabilmente si feriranno l’uno con l’altro.

Il punto diventa allora quello di comprendere come poter stare vicini mantenendo la propria individualità, trovandola giusta distanza reciproca, che permetta di “riscaldarsi, senza ferirsi”…che sia nella stessa casa o in case diverse!

Lo sapevi che…

Secondo ultimi studi in Occidente il 35% delle persone che vivono sole riferiscono di avere una situazione sentimentale stabile pur senza convivere. Le donne sono più numerose dell’1 %. Il fattore discriminante sembra essere l’età: il fenomeno è maggiore tra le persone adulte. Tra le persone con un’età maggiore di 51 anni che iniziano nuove relazioni, solo il 22% afferma che tra i loro piani futuri c’è l’idea di condividere una casa con il partner e solo la metà delle persone tra i 31 e i 40 anni che hanno relazioni stabili decide di convivere nei primi due anni del rapporto.

Sembra che stare sempre insieme e dormire nello stesso letto, porti a una specie di assuefazione all’odore del partner così importante per l’eccitazione e per il desiderio. Trascorrendo molto tempo insieme, il nostro organo vomeronasale, ovvero il recettore dei feromoni collegato direttamente alla zona del cervello che stimola la voglia di contatto intimo, si “abitua” alla presenza del partner diventando meno sensibile a stimoli e segnali.

Esempi storici di coppie LAT sono quello tra la scrittrice femminista Simone de Beauvoir e il filosofo Jean Paul Sartre, e quello tra la pittrice Frida Kahlo e l’artista Diego Rivera, che vissero in Messico in due case separate – collegate da un ponte – in modo che ognuno avesse i propri spazi artistici. Altri esempi più recenti sono Helena Bonham Carter e Tim Burton, che hanno vissuto dal 2001 al 2014 in case separate malgrado la nascita di due figli.

Dubbi e domande…

Serena, 36 anni
Ho incontrato un uomo meraviglioso e accogliente ma… 
Anonima, 23 anni
La nostra relazione era perfetta fino a qualche mese fa… 
Anonima
Dovremmo cominciare una convivenza ma non ne sono più sicura…


Nella scena finale “L’Amore è eterno finchè dura”, la neo coppia Gilberto (Carlo Verdone) e Carlotta (Stefania Rocca) che vivono separatamente, si incontrano al mattino dopo aver dormito nelle rispettive case e programmano dove passare la serata, se a casa di uno o dell’altra….

 

Autore: L'èquipe degli esperti
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