Cos’è l’EMDR, terapia seguita anche da Chiara Ferragni e Michele Bravi

Un trattamento riconosciuto a livello internazionale, che può essere integrato in qualsiasi programma terapeutico
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ROMA – A parlarne recentemente sono stati Chiara Ferragni e Michele Bravi, che si sono sottoposti alla terapia dell’EMDR per affrontare traumi personali. E allora cerchiamo di saperne di più su questa tecnica:

Il significato di EMDR

EMDR è l’acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing, ovvero desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari. Questa tipologia di trattamento psicoterapeutico nasce negli Stati Uniti nel 1987, da una scoperta occasionale della psicologa Francine Shapiro, che notò come i movimenti oculari, pilotati in un certo modo, fossero in grado di ridurre e poi cancellare, all’interno del nostro cervello emotivo, l’intensità negativa degli eventi traumatici di alto e medio livello.

L’EMDR è un trattamento riconosciuto a livello internazionale, che può essere integrato in qualsiasi programma terapeutico. Viene spesso utilizzato per la cura del Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) ed è risultato efficace, secondo alcuni studi, anche per il trattamento di altri disturbi, come i disturbi d’ansia, i disturbi psicosomatici, i disturbi comportamentali. L’EMDR facilita la risoluzione di sintomi e del disagio emotivo conseguenti a esperienze traumatiche, ma non opera direttamente sui sintomi, bensì sul ricordo del trauma a cui i sintomi sono legati.

Come agisce l’EMDR

Per capire come agisce l’EMDR bisogna comprendere come funziona il nostro cervello. Tutte le nostre esperienze sono immagazzinate sottoforma di ricordi, che sono formati da contenuti visivi, sonori, olfattivi, ma anche da pensieri, emozioni e sensazioni provate durante l’evento stesso. Per fare ciò, è necessaria l’integrazione tra i due emisferi del cervello. Perché si attivi il sistema innato che ci permette di immagazzinare i ricordi in una forma accessibile e funzionale, l’Elaborazione Adattiva dell’Informazione (AIP), è necessario che ci sia comunicazione tra i due emisferi cerebrali. Quando si vive una situazione traumatica, però, è possibile che tale processo si blocchi e che il ricordo di questa esperienza non venga memorizzato correttamente. È come se l’esperienza stressante non potesse essere “digerita” e trasformata in un normale ricordo, quindi, provoca sofferenza psicologica. L’EMDR utilizza la stimolazione dei movimenti oculari, o altre forme di stimolazione alternata destra/sinistra del cervello, provocando una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali e, quindi, l’elaborazione delle informazioni. In questo modo, il ricordo disturbante viene integrato con tutti gli altri ricordi e, contemporaneamente, vengono integrati i diversi componenti (sensoriali, emotivi, cognitivi, somatici) dell’esperienza traumatica, in modo che tale esperienza venga percepita come un episodio del passato, che è stato difficile e negativo ma che si è concluso, e non come una minaccia attuale e disturbante.

Scopo del trattamento non è, quindi, eliminare il ricordo traumatico, bensì integrarlo con gli altri eventi passati, affinché non disturbi più. Perché il processo di elaborazione avvenga con successo, è importante che venga svolto da un professionista psicoterapeuta adeguatamente formato all’utilizzo di questa tecnica.

Durata del trattamento EMDR

Non è facile prevedere la durata di un trattamento EMDR, questa dipenderà dal tipo di problema, dalle circostanze di vita, dal numero di eventi traumatici subiti e dalla loro entità; potrà essere molto breve, 4 o 5 sedute per l’elaborazione di un trauma singolo, oppure durare molto di più, in particolare nelle problematiche complesse.

A chi è rivolto l’EMDR ?

L’EMDR viene usato da psicoterapeuti esperti, opportunamente formati nell’elaborazione del trauma, ed è un trattamento adatto ad adulti, adolescenti e bambini.

Efficacia del trattamento EMDR

Dal 1987, anno della sua scoperta, ad oggi, sono stati effettuati numerosi studi controllati sull’efficacia dell’EMDR su diverse popolazioni cliniche. La ricerca scientifica che si è attivata sull’EMDR è stata così imponente che, nel 2000, la Society for Traumatic Stress Studies lo ha inserito nelle sue linee guida come la terapia più supportata dalla ricerca per far elaborare il trauma psicologico.
Nel 1995 è stato inserito fra i trattamenti di efficacia dimostrata (evidence based) stilato dal Dipartimento di Psicologia Clinica dell’American Psychological Association (APA) ed è riconosciuto come strumento di terapia elettivo per il trauma nelle linee guida di molti paesi. Dopo un trattamento EMDR diversi studi mostrano cambiamenti nella neurobiologia del corpo: a livello endocrino, fisiologico e un abbassamento del livello di cortisolo. Tuttavia altri studi hanno rilevato che non esiste un’evidenza che l’EMDR sia superiore ai trattamenti basati sull’esposizione che i terapeuti comportamentali e cognitivo comportamentali hanno adoperato abitualmente per decenni. In ogni caso, come per ogni trattamento psicoterapeutico, lo specialista dovrà valutare se l’EMDR è indicato per il singolo paziente o se invece emergono delle controindicazioni. L’importante è rivolgersi a persone competenti: il trattamento EMDR è complesso e necessità di competenze tecniche e capacità di gestione emotiva, da ritrovarsi esclusivamente nella figura dello psicoterapeuta che abbia affrontato un percorso di formazione specifica e riconosciuta presso i centri specializzati.

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Autore: Sausan Khalil
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