Ritorno alla Luna, altri 3 passi avanti (europei) per Artemis

Ritorno alla Luna, altri 3 passi avanti (europei) per Artemis

L'Agenzia spaziale europea (Esa) ha firmato con Airbus per realizzare altri tre Moduli di Servizio Europei (Esm) per Orion
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La Luna come l’ottavo Continente, gli astronauti come gli esploratori che poco più di un secolo fa si accingevano a scoprire la misteriosa Antartide: sono tante le suggestioni lanciate dall’astronauta tedesco Alexander Gerst, chiamato a celebrare un ulteriore passo in avanti dell’Europa nella missione Artemis della Nasa destinata a portare sulla Luna un nuovo equipaggio di astronauti, compresa la prima donna. L’Esa, agenzia spaziale europea, ha infatti firmato un contratto con  Airbus, gigante dell’industria aerospaziale, per la costruzione di altri tre Moduli di Servizio Europei (Esm) per Orion, la navicella spaziale della Nasa che porterà gli astronauti verso la Luna e il Gateway lunare, cioè la stazione che orbiterà intorno al nostro satellite.

I tre moduli saranno integrati a Brema, in Germania, con componenti e hardware costruiti e forniti da società di dieci Paesi europei, tra cui l’Italia. Questi tre moduli si aggiungono ad altrettanti già in costruzione, fondamentali per i futuri viaggi degli astronauti perché forniscono acqua, aria, elettricità e propulsione. Sono dei cilindri di quattro metri per diametro e altezza. Hanno quattro pannelli solari che raggiungono i 19 metri in larghezza quando dispiegati e regolano anche il controllo termico quando sono agganciati alla navetta che porta gli astronauti.

LA MITOLOGIA
Il programma fortemente voluto dalla Nasa si chiama Artemis, come Artemide sorella gemella di Apollo, che, a sua volta, diede il nome al primo storico programma statunitense verso la Luna. “Ma c’è anche una mitologia che non vogliamo riprodurre- scherzano dall’Esa- Orione (che dà il nome alla navicella Orion), un gigante cacciatore, venne ucciso proprio da Artemide. Ecco, speriamo che non succede la stessa cosa”. 

GLI OBIETTIVI
Il vasto programma Artemis prevede non solo di atterrare sulla Luna, ma anche e soprattutto di costruire il cosiddetto Lunar Gateway, stazione spaziale futuristica che sarà una sorta di trampolino per le missioni verso Marte. Serve, per farlo, tanta scienza e tanta tecnologia, che produrranno conoscenze inestimabili anche per  il nostro pianeta, della cui fragilità non ci dobbiamo dimenticare. 

IL SOGNO
Andare nello Spazio, ha infatti ricordato l’astronauta Gerst, ci dà anche l’occasione per guardare da lontano la Terra e considerare la sua delicata natura di biglia nel Sistema Solare. Per la Terra e per l’Uomo, bisogna andare avanti nell’esplorazione. “Ogni passo in avanti apre la porta per il passo successivo – ricorda Astro Alex-. Poco più di un secolo fa abbiamo iniziato a esplorare l’Antartide e adesso puntiamo alla Luna, il nostro ottavo Continente, con l’Europa coinvolta in un affascinante programma spaziale. Non sottovalutate mai un sogno”. 

LE TAPPE
Alla fine del 2021 dovrebbe partire Artemis 1, il primo volo di prova di Orion senza equipaggio con un Modulo di Servizio Europeo. Nella missione successiva, Artemis II, voleranno anche i primi astronauti: orbiteranno intorno alla Luna e poi torneranno sul nostro pianeta. Sarà Artemis III a portare la prima donna e il prossimo uomo sulla Luna. Gli ulteriori tre moduli per cui l’Esa ha firmato saranno invece utilizzati per Artemis IV e VI.

 

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Autore: Gloria Marinelli
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