Lazio, terzo incontro di 'Io non odio': il progetto contro la violenza di genere

Lazio, terzo incontro di ‘Io non odio’: il progetto contro la violenza di genere

Con le testimonianze straordinarie di Roberto Colasanti e Letizia Lopez, fratello e sorella delle due ragazze vittime del brutale episodio di violenza avvenuto a San Felice Circeo il 1° ottobre 1975
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ROMA – Mantenere attivo il dibattito con i ragazzi e le ragazze per contrastare la violenza di genere e gli stereotipi, profondamente radicati nella nostra società. È l’obiettivo del progetto ‘Io non odio’, rivolto agli studenti e studentesse delle scuole superiori del Lazio, promosso dall’assessorato al Turismo e Pari Opportunità insieme con l’assessorato al Lavoro e Nuovi Diritti, Formazione, Scuola e Diritto allo Studio universitario.

Dopo il successo dei due appuntamenti di fine 2020, che hanno visto la partecipazione da remoto di centinaia di ragazze e ragazzi e di numerosi artisti e personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, si è svolto oggi il terzo incontro del progetto, con le testimonianze straordinarie di Roberto Colasanti e Letizia Lopez, fratello e sorella delle due ragazze vittime del brutale episodio di violenza avvenuto a San Felice Circeo il 1° ottobre 1975. Alla loro memoria la Regione Lazio ha dedicato un premio per le scuole, in scadenza il prossimo 16 aprile.

“Sono molto contenta di questa seconda edizione del progetto, fortemente voluto dal presidente Zingaretti- ha detto Giovanna Pugliese, assessora alle Pari Opportunità e Turismo un progetto che parte dalla scuola, il luogo dove non soltanto si apprende, ma si cresce e ci si forma come cittadine e cittadini. È molto difficile oggi dire queste cose in un incontro online, speriamo che la scuola torni ad essere presto il luogo dove tutte e tutti possiate crescere nella convivenza e nella cultura del rispetto reciproco. L’appuntamento di oggi ha lo scopo di far conoscere a voi giovani l’orrore del massacro del Circeo, interrogarci sul perché si arriva a tanta violenza, perché si ripete così spesso. Già oggi contiamo otto donne vittime di femminicidio da inizio anno. È fondamentale che nelle scuole sia costante il dibattito sulla violenza di genere, perché da qui bisogna attivare il cambiamento, valorizzando stili di vita rispettosi di sé e degli altri. Dobbiamo ricordare che oggi la violenza di genere prende nuove strade, si consuma online, generando nuove forme di discriminazione, dal cyberbullismo alla diffusione di immagini e video senza il consenso. Ragazzi e ragazze, non rimanete mai in silenzio e siate gli artefici del cambiamento”.

“La scelta di proporre il rifinanziamento del Premio Colasanti-Lopez- dichiara la consigliera Eleonora Mattia, presidente della commissione Pari Opportunità, Scuola e Politiche Giovanili è stata guidata dal dovere di ricordare le vite e i sogni spezzati di due ragazze che hanno fatto la storia. Donatella Colasanti ha mostrato con orgoglio come si possa sopravvivere e al suo coraggio e alla sua resilienza dobbiamo, per esempio, il cambiamento sociale che ha reso possibile la legge che definisce lo stupro reato contro la persona e non contro la morale. C’è un filo rosso che lega il massacro del circeo alle cronache odierne ed è la costante messa sotto accusa delle donne: doppiamente vittime e sempre colpevoli. Pensiamo alla narrazione tossica- sottolinea Mattia– che ci viene proposta quotidianamente sui media, a quando ci viene chiesto come eravamo vestite, a quanta fatica facciamo ancora oggi per denunciare e per essere credute. Con questo Premio la Regione Lazio riafferma il ruolo della scuola nella sfida, che è prima di tutto culturale, contro quei pregiudizi e quel modello di pensiero, e ricorda invece che la violenza ha un solo colpevole: chi la compie”.

Oltre a Roberto Colasanti e a Letizia Lopez sono intervenuti lo scrittore Edoardo Albinati, l’attrice Anna Ferzetti e la sostituta procuratrice di Roma e coordinatrice del pool per i diritti dei minori Maria Monteleone. L’evento è stato presentato da Veronica Pivetti in diretta dallo Spazio Rossellini a Roma. Il progetto ‘Io non odio’ ha ricevuto l’adesione da parte della Federazione Nazionale Stampa Italiana e di Articolo 21.

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Autore: Marco Marchese
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