Studenti in protesta a Roma chiedono incontro sui trasporti

“Abbiamo paura di essere contagiati”. Studenti in protesta a Roma chiedono incontro sui trasporti

I ragazzi e le ragazze della Rete Studenti Medi si sono ritrovati davanti al Campidoglio chiedendo un tavolo di lavoro permanente con il Comune
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ROMA – C’è chi viene da zone periferiche, chi frequenta i prestigiosi licei del centro. Ma tutti rilevano lo stesso problema: le misure adottate per potenziare i mezzi di trasporto pubblico, sono insufficienti. I ragazzi e le ragazze della Rete Studenti Medi si sono ritrovati questo pomeriggio in piazza del Campidoglio, a Roma, per chiedere di essere ricevuti dalle istituzioni e stabilire un tavolo di lavoro permanente tra la Rete e l’amministrazione comunale. 

“LA GENTE HA PAURA” 

“Siamo qui perché sentiamo la necessità di un confronto. La gente ha paura di prendere mezzi perché ha paura di contagiarsi. Le linee S non bastano, non sono sufficienti- urla dal megafono Valeria, studentessa del liceo ‘Albertelli’- Siamo stufi di sentire promesse. Dove sono i fatti? Abbiamo bisogno di essere ricevuti. Non vogliamo essere costretti a scegliere tra studio e salute”. Secondo le testimonianze degli studenti, infatti, il piano di rientro e’ stato fallimentare. “Le linee S non sono ben pubblicizzate, pochissimi studenti sanno che esistono- commenta alla Dire Daniele, del liceo ‘Archimede’- Il problema e’ che non e’ stato fatto un monitoraggio degli spostamenti degli studenti. Sono state potenziate delle linee che in alcuni casi non toccano neanche una scuola”. 

 LA ‘PIAGA’ TRASPORTI NELLA CAPITALE 

Un problema, quello dei trasporti, che incide anche sulla frequenza. A Roma infatti la maggior parte delle scuole sta continuando con la didattica in presenza al 50%, pur avendo la possibilità di aumentare le presenze fino al 75%. “Mancano gli spazi, la maggior parte di noi continua a seguire a intermittenza- spiega Valeria- ma in questo modo non c’e’ continuita’ didattica”. In piazza del Campidoglio gli studenti sventolano le loro bandiere rosse. “Se non ci ascoltate noi non ce ne andiamo”, urlano. Ma dopo un’ora dall’inizio della manifestazione, non arriva nessuno. “Non c’e’ la volontà di riceverci. Sono allibita – continua Valeria – credo che in questa fase sia importante ascoltare quello che gli studenti hanno da dire. Ma ancora una volta non veniamo ascoltati”.

 

 

 

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Autore: Chiara Adinolfi
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