Roma, la contro occupazione del liceo Mamiani

Roma, la contro occupazione del liceo Mamiani

"Teniamoci stretti quel 50% in presenza"
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ROMA – Dopo l’occupazione di mercoledì sera, oggi è il loro giorno, quello dell’altro ‘Mamiani’. Gli studenti e le studentesse contrari all’azione dei loro coetanei si sono ritrovati questa mattina davanti allo storico liceo di Viale delle Milizie, per dire che il ‘Mamiani’ sono anche loro, come hanno scritto sullo striscione appeso fuori dalla scuola. Dentro, invece, ne sventola un altro: ‘Mamiani occupato’.

“L’80% della scuola è contraria. In questo momento di pandemia e incertezza politica non riteniamo che queste siano le modalità giuste per protestare– dicono Giulia e Matteo- vogliamo tenerci stretto quel 50% di presenza. Vogliamo fare scuola davvero”. Verso le 11.45, fuori dai cancelli chiusi, si apre un dibattito. Gli studenti si passano il megafono, disinfettandolo ad ogni cambio di oratore. “Non dividiamoci. Dobbiamo essere uniti”.

Intanto dall’interno, nel cortile gli studenti hanno organizzato un dibattito sul cinema con il regista Alex Infascelli. “I dibattiti da noi si sono sempre fatti, la scuola è sempre stata aperta a tutti” commenta la dirigente Tiziana Sallusti, che invita anche gli studenti contrari all’occupazione a tornare a casa, per evitare assembramenti. “Dentro saranno 50 o 60 al massimo- dicono gli oppositori- Noi siamo consapevoli che ci siano problemi a livello scolastico e politico, ma ora non è il momento di occupare. Bisogna avere responsabilità, anche perché occupando non si risolve nulla. Studiare invece cambierebbe le cose. Noi vogliamo rientrare a scuola per prenderci tutto quello che il Covid ci ha tolto”.

Gli occupanti, invece, sostengono la legittimità della loro protesta. “La situazione è pesante da tempo e in maniera spontanea è nata la volontà di occupare– dicono due studenti del collettivo- il nostro obiettivo è portare avanti una protesta per un ritorno in sicurezza e in presenza”. Ma intanto la dirigente sta già pensando di adottare 15 giorni di didattica a distanza dopo la fine dell’occupazione. Gli occupanti dovrebbero lasciare la scuola domani mattina, altrimenti potrebbe scattare lo sgombero. 

“Non condividiamo l’immotivata ed estrema decisione di occupare spazi che appartengono a tutte le componenti dell’Istituto– hanno scritto Giulia e Carmelisa in una lettera- Siamo coesi nel vendicare i nostri diritti ma consapevoli di rispettare i nostri doveri, con lucida responsabilità e senso civico. In questo contesto, dare più valore ai problemi che alle soluzioni è una violenza contro noi stessi e ci impedisce di avere una chiara percezione della realtà”.

 

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Autore: Chiara Adinolfi
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