Scuola, furti alla Pisacane di Roma: interviene il ministero dell’Istruzione

La dirigente: "Tempestivo nel venirci incontro"
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ROMA – Il ministero dell’Istruzione si impegna ad intervenire in merito ai numerosi episodi vandalici avvenuti nell’ultimo mese alla scuola comunale ‘Carlo Pisacane’ di Roma. Questa mattina, infatti, i genitori dell’istituto hanno denunciato l’ennesimo furto avvenuto nell’istituto. Con una nota inviata alla scuola, il dicastero di Viale Trastevere – dopo la telefonata dell’Azzolina la scorsa settimana – ha comunicato alla dirigente la disponibilità a finanziare l’acquisto del materiale rubato (nel corso del terzo episodio, la notte dell’8 febbraio, erano stati rubati 15 device) e un sistema di videosorveglianza per prevenire eventuali furti.

“Appena saranno disponibili i fondi, provvederemo a fare una gara e mettere in sicurezza la scuola- spiega alla Dire la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo ‘Simonetta Salacone’, Rosanna Labalestra- il ministero è stato tempestivo nel venirci incontro, ma ora anche il Comune deve fare la sua parte”. La ‘Carlo Pisacane’, infatti, è una scuola comunale che fa parte dell’Istituto comprensivo ‘Salacone’, che ha più sedi distribuite tra Centocelle e Torpignattara. Qui, nel multietnico quartiere della Capitale, da qualche mese gli atti vandalici nelle scuole sono frequenti. Si sono registrati episodi simili anche alla scuola secondaria ‘Lodovico Pavoni’ e alla scuola primaria ‘Grazia Deledda’.

“Possiamo mettere inferriate alle finestre e telecamere all’ingresso, ma è triste il fatto che le scuole debbano barricarsi- ha aggiunto la preside- le scuole sono insicure perché non sono luoghi blindati ma aperti, com’è giusto che sia. Noi vogliamo accogliere tutti, bambini, genitori, associazioni”. Per la dirigente, dietro i furti non c’è un accanimento ideologico nei confronti delle attività della scuola, ma “è la povertà- commenta- c’è una fetta di persone che vivono una situazione di povertà estrema e sanno che le scuole hanno acquistato notebook. Ma questo poi saranno le forze dell’odine a stabilirlo”. Il rammarico, però, è che a farne le spese saranno soprattutto le famiglie più fragili, “i bambini che avevano più necessità di quei computer”.

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Autore: Chiara Adinolfi
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