Milano, istruzione e sport: un binomio possibile con l’istituto Andersen

Nuove classi per permettere carriere agonistiche
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MILANO – L’Anderson International School di Milano strizza l’occhio agli studenti che praticano sport in modo agonistico: secondo gli ultimi dati ISTAT, l’ottanta percento degli studenti che praticano uno sport ad alto livello, sono alla fine costretti ad abbandonarlo per dedicarsi completamente all’istruzione a causa del sovraccarico di lavoro dato dal lavoro scolastico. Da quanto viene riportato dallo studio ISTAT, gran parte dei ragazzi, il 22%, abbandona la carriera agonistica una volta giunti alle medie o al liceo.

Andersen International School di Milano ha strutturato per questo due classi del liceo linguistico e due dello scientifico in modo tale che venga garantita una formazione completa, riconosciuta sia dal Sistema Nazionale Britannico che dal Sistema Nazionale Italiano, garantendo orari più flessibili che consentono di continuare la propria carriera agonistica. La direttrice della Anderson, Bianca Parracivini, ha così commentato:

“Abbiamo previsto un programma scolastico completo di tutti corsi, che prevede però la flessibilità e la possibilità di pianificare i compiti in classe e di organizzare il lavoro individuale settimanalmente, tenendo conto delle esigenze di allenamento dei ragazzi. Tutto questo viene fatto in totale trasparenza per evitare che si creino discriminazioni tra gli iscritti che nuocerebbero al clima della classe”.

Le studentesse e gli studenti atleti hanno così la possibilità di assentarsi per qualche ora al giorno per svolgere le attività sportive o addirittura per più giorni per le competizioni o allenamenti, semplicemente avvisando la scuola che verrà incontro ai ragazzi per le singole esigenze.

“La nostra mission è quella di formare con un approccio alla didattica molto concreto e allo stesso tempo flessibile, se necessario, che faccia apprendere fin da giovani l’importanza e la capacità di conciliare doveri e passioni e preparare tutti al mondo di domani”, conclude la direttrice, Bianca Parravicini.

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Autore: Marco Vitrotti
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